Mel Gibson afferma di aver trovato un Gesù nascosto nella Bibbia etiope — e questo cambia TUTTO ciò che pensavamo di sapere! Mel Gibson sta scuotendo nuovamente il mondo della fede, questa volta indicando passaggi all’interno della Bibbia etiope che, secondo lui, rivelano una versione di Gesù molto più misteriosa e complessa di quanto il cristianesimo mainstream abbia mai riconosciuto. Secondo Gibson, ciò che ha scoperto non è solo una nota a piè di pagina nella storia — è un dettaglio così potente da poter costringere credenti e scettici a ripensare l’intera narrazione. Che cosa è esattamente scritto in quelle antiche pagine, e perché è rimasto così a lungo fuori dai riflettori?

Mel Gibson, il famoso regista e attore hollywoodiano, ha recentemente attirato l’attenzione del mondo con una dichiarazione sorprendente riguardo alla Bibbia etiope. Secondo lui, questo antico testo sacro contiene descrizioni di Gesù molto più misteriose e complesse rispetto a quelle presenti nelle versioni occidentali della Bibbia. Questa rivelazione sta scuotendo le fondamenta della fede cristiana tradizionale e invita a una profonda riflessione sulla storia del cristianesimo. Molti fedeli e studiosi si chiedono ora cosa sia realmente nascosto in quelle pagine antiche.

La Bibbia etiope è considerata una delle collezioni canoniche più antiche e complete del cristianesimo. A differenza delle Bibbie protestanti o cattoliche, include numerosi libri apocrifi e deuterocanonici che sono stati esclusi dal canone occidentale durante i concili ecumenici. Questi testi, scritti in ge’ez, lingua antica dell’Etiopia, preservano tradizioni che risalgono ai primi secoli del cristianesimo. Mel Gibson sottolinea come queste scritture offrano un’immagine di Gesù cosmica e potente, lontana dal ritratto gentile spesso diffuso in Occidente.

Secondo le affermazioni attribuite a Gibson, la Bibbia etiope descrive Gesù non solo come il Salvatore mite e compassionevole, ma come una figura di fuoco e luce, un essere cosmico la cui presenza sovrasta persino gli angeli. Questa visione richiama descrizioni apocalittiche presenti in alcuni libri come l’Ascensione di Isaia o parti dell’Enoch, inclusi nel canone etiope. Tali elementi suggeriscono un Cristo glorioso e terrificante, capace di piegare la realtà stessa con la sua autorità divina.

The Shroud of Turin: the face of Jesus? | Magill

Molti si chiedono perché queste descrizioni siano rimaste nascoste per così tanto tempo. La Chiesa etiope ortodossa Tewahedo ha mantenuto isolata la sua tradizione biblica per secoli, lontana dalle influenze romane e bizantine. Questo isolamento ha permesso la conservazione di testi che altrove furono esclusi o modificati. Gibson sembra suggerire che tale esclusione non sia casuale, ma frutto di scelte teologiche deliberate per adattare l’immagine di Gesù alle esigenze istituzionali dell’epoca.

Il regista, noto per il film “La Passione di Cristo”, ha sempre mostrato un profondo interesse per la figura storica e spirituale di Gesù. Le sue dichiarazioni sulla Bibbia etiope arrivano in un momento in cui sta lavorando a un sequel sulla resurrezione. Alcuni credono che questa scoperta possa influenzare il suo prossimo progetto cinematografico, portando sullo schermo una versione più audace e misteriosa del Messia. Questo potrebbe rivoluzionare il modo in cui il pubblico percepisce la narrazione evangelica.

Shroud of Turin goes back on display in Italian city's Cathedral, but does  it show the face of Jesus Christ, or is it a medieval hoax? | The  Independent | The Independent

La tradizione etiope del cristianesimo è una delle più antiche al mondo, risalente al IV secolo con la conversione del re Ezana. I monaci etiopi hanno custodito manoscritti preziosi nelle montagne remote, proteggendoli da invasioni e cambiamenti storici. La Bibbia etiope contiene 81 libri, tra cui Enoch, Giubilei e l’Ascensione di Isaia, che offrono visioni escatologiche dettagliate. In questi testi, Gesù appare in forme trascendenti, spesso associate a luce accecante e potenza divina.

Uno degli aspetti più intriganti è la descrizione di un Cristo cosmico, presente prima della creazione e manifesto in tutta la sua gloria dopo la resurrezione. Gibson avrebbe sottolineato come questi passaggi espandano il racconto dei Vangeli canonici, aggiungendo dettagli su discese agli inferi e ascensioni celesti. Tali elementi, secondo alcuni, erano noti ai primi cristiani ma furono marginalizzati per favorire un’interpretazione più umana e accessibile di Gesù.

Questa rivelazione pone domande profonde sulla formazione del canone biblico. Nel corso dei secoli, concili come quello di Nicea o Cartagine decisero quali libri includere e quali escludere. La Chiesa etiope, non partecipando pienamente a questi dibattiti, mantenne una visione più ampia. Gibson sembra insinuare che questa scelta abbia privato il mondo di una comprensione più completa della divinità di Cristo, rendendo la fede occidentale parziale o incompleta.

Molti studiosi biblici concordano sul fatto che la Bibbia etiope sia una miniera di tesori antichi. I manoscritti conservati nei monasteri come quello di Garima risalgono al V-VI secolo e sono tra i più antichi al mondo. Questi testi offrono varianti testuali che arricchiscono lo studio del Nuovo Testamento. Tuttavia, le affermazioni di Gibson vanno oltre la filologia, toccando aspetti teologici e spirituali che sfidano le dottrine consolidate.

La figura di Gesù come essere di fuoco e luce richiama visioni apocalittiche presenti nel Libro dell’Apocalisse, ma amplificate in alcuni apocrifi etiopi. Ad esempio, nell’Ascensione di Isaia, si descrive una discesa attraverso i cieli con manifestazioni di gloria che terrorizzano le potenze celesti. Gibson potrebbe riferirsi a questi passaggi per evidenziare un aspetto “nascosto” di Cristo, troppo potente per essere accettato universalmente.

Questa scoperta, se confermata, potrebbe cambiare il dialogo interreligioso e intra-cristiano. Protestanti, cattolici e ortodossi potrebbero dover confrontarsi con tradizioni alternative che arricchiscono o sfidano le loro interpretazioni. Alcuni vedono in ciò un’opportunità per un rinnovato interesse verso il cristianesimo orientale, spesso trascurato in Occidente. Altri temono che possa alimentare teorie cospirative o divisioni ulteriori.

Mel Gibson, con la sua influenza mediatica, ha il potere di portare questi testi all’attenzione globale. Attraverso interviste e progetti cinematografici, potrebbe spingere milioni di persone a esplorare la Bibbia etiope. Questo fenomeno ricorda come figure pubbliche possano rivitalizzare dibattiti antichi, rendendoli rilevanti per il pubblico contemporaneo. La curiosità verso il mistero di Gesù cresce parallelamente al desiderio di verità nascoste.

Tuttavia, è importante approcciare queste affermazioni con cautela. Molte fonti online che citano Gibson derivano da video virali o post sensazionalistici, spesso privi di verifiche accademiche. Non esistono dichiarazioni ufficiali dirette del regista che confermino esattamente le parole riportate. Gli studiosi etiopi e biblisti invitano a distinguere tra speculazioni popolari e fatti storici consolidati.

La Bibbia etiope non presenta un “Gesù nascosto” in senso letterale, ma piuttosto una tradizione esegetica unica. I libri aggiuntivi offrono contesti che illuminano i Vangeli canonici, senza necessariamente contraddirli. Ad esempio, il Libro di Enoch descrive figure angeliche e giudizi finali che riecheggiano nel Nuovo Testamento. Questo arricchisce la comprensione, senza stravolgere il messaggio centrale del cristianesimo.

L’interesse di Gibson per questi testi potrebbe derivare dalla sua ricerca personale di una fede autentica e profonda. Dopo anni di controversie, il regista ha espresso desiderio di esplorare aspetti mistici della religione. La visione cosmica di Cristo presente in Etiopia potrebbe allinearsi con la sua idea di un Salvatore trascendente, capace di scuotere le coscienze moderne.

In conclusione, le affermazioni attribuite a Mel Gibson sulla Bibbia etiope stimolano una riflessione necessaria sulla diversità delle tradizioni cristiane. Che si tratti di una rivelazione rivoluzionaria o di un’interpretazione suggestiva, invitano a studiare con umiltà le Scritture antiche. Il mistero di Gesù rimane inesauribile, e forse proprio in queste varianti nascoste si cela una parte della sua infinita grandezza.

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