Il telescopio spaziale James Webb ha recentemente catturato l’attenzione globale grazie a osservazioni sull’oggetto interstellare 3I/ATLAS, un corpo celeste che sta attraversando il nostro sistema solare. Questo visitatore proveniente da lontano ha generato un’ondata di speculazioni, con alcuni che parlano di segnali luminosi insoliti interpretati come possibili “luci artificiali”. La notizia si è diffusa rapidamente sui social media e nei forum online, alimentando dibattiti accesi tra appassionati e scettici.

3I/ATLAS è stato scoperto il 1 luglio 2025 dal telescopio ATLAS in Cile, parte del sistema di sorveglianza finanziato dalla NASA per monitorare asteroidi e comete. Si tratta del terzo oggetto interstellare confermato dopo 1I/’Oumuamua e 2I/Borisov, con una traiettoria iperbolica che indica un’origine esterna al nostro sistema solare. La sua velocità elevata, intorno ai 58-61 km/s, conferma che non è legato gravitazionalmente al Sole.
Le prime immagini e dati spettroscopici sono arrivati da vari telescopi terrestri e spaziali, inclusi Hubble e il Very Large Telescope in Cile. Questi hanno rivelato una composizione ricca di anidride carbonica, con emissioni di CO2 notevolmente superiori rispetto all’acqua, un rapporto CO2/H2O tra i più alti mai osservati in una cometa. Tale caratteristica ha sorpreso gli astronomi, suggerendo un’origine in un ambiente diverso dal nostro sistema solare.

Il James Webb Space Telescope ha osservato 3I/ATLAS il 6 agosto 2025 con il suo strumento Near-Infrared Spectrograph, fornendo dettagli preziosi sulla chioma e sul nucleo. Successive osservazioni con MIRI nel dicembre 2025 hanno rilevato acqua, CO2, metano e persino vapori di nichel, confermando un’attività cometaria tipica ma con peculiarità uniche. La presenza di ghiaccio d’acqua esposto a radiazioni intense potrebbe spiegare alcune anomalie osservate.
Tra le emissioni rilevate spiccano cianuro gassoso e vapori atomici di nichel, simili a quelli trovati in comete del sistema solare, ma con intensità che hanno portato a confronti interessanti. Alcuni ricercatori hanno notato una riduzione dell’outgassing nel tempo, con l’acqua che diminuisce più rapidamente di altre specie volatili. Questo comportamento è stato interpretato come prova di grani ghiacciati che sublimano in modo irregolare.
Le speculazioni su “luci artificiali” derivano principalmente da interpretazioni sensazionalistiche di dati JWST, diffuse su YouTube e piattaforme social. Video virali affermano che il telescopio abbia rilevato impulsi luminosi o bagliori non spiegabili con fenomeni naturali, suggerendo strutture o tecnologie aliene. Tuttavia, fonti ufficiali NASA e ESA non supportano tali affermazioni, classificando 3I/ATLAS come una cometa naturale.
Il nucleo di 3I/ATLAS appare compatto, con un diametro stimato inferiore a un chilometro, secondo immagini Hubble e modelli di sottrazione della chioma. Studi recenti indicano una massa potenzialmente maggiore rispetto ad altri oggetti interstellari, con accelerazione non gravitazionale minima o assente in alcuni periodi. Questo ha portato a discussioni su possibili deviazioni dalla traiettoria prevista, ma senza prove conclusive di propulsione artificiale.
Astronomi come Avi Loeb hanno esplorato ipotesi alternative, proponendo che 3I/ATLAS potrebbe essere un oggetto anomalo o persino una sonda tecnologica. Tali idee, pur intriganti, rimangono speculative e non supportate dalla comunità scientifica mainstream. La maggior parte degli esperti attribuisce le peculiarità a processi cometari estremi, come la formazione in regioni fredde e ricche di CO2.
Osservazioni radio da array come Allen Telescope Array e Breakthrough Listen hanno cercato technosignature, senza rilevare segnali artificiali confermati. Un paper non peer-reviewed ha menzionato modulazioni periodiche deboli, ma i risultati attendono verifica. La ricerca di emissioni radio o laser continua, ma finora non ha prodotto evidenze di intelligenza extraterrestre.
Il passaggio ravvicinato al Sole, intorno al 30 ottobre 2025 a circa 1.4 AU, ha permesso un monitoraggio intensivo da molteplici missioni NASA, inclusi SPHEREx, Swift e persino rover su Marte. Questi dati integrati confermano un comportamento cometario standard, con produzione di polvere e gas che diminuisce post-perielio. La chioma estesa appare asimmetrica, con emissione anteriore legata alla direzione del moto.
La composizione chimica di 3I/ATLAS offre indizi sul suo sistema stellare d’origine, forse più antico e povero di acqua rispetto al nostro. Il rapporto elevato di CO2 suggerisce formazione in zone esterne fredde, dove l’anidride carbonica congela facilmente. Questo arricchisce la nostra comprensione della diversità dei sistemi planetari lontani.
Nonostante le teorie sensazionali, la comunità scientifica mantiene un approccio cauto, enfatizzando la necessità di dati ulteriori. Calibrazioni degli strumenti JWST e rianalisi spettrali sono in corso per escludere artefatti o errori di misurazione. Nessun dettaglio tecnico ufficiale indica luci artificiali o strutture non naturali.
La popolarità di 3I/ATLAS sui media riflette l’interesse umano per il contatto extraterrestre, amplificato da narrazioni virali. Articoli e video clickbait sfruttano l’ambiguità di termini come “anomalie” o “segnali insoliti” per generare visualizzazioni. È essenziale distinguere tra fatti scientifici e speculazioni infondate.

Futuri studi potrebbero includere missioni di intercettazione, come proposte per sonde veloci che sfruttano gravity assist. Catturare un oggetto interstellare rappresenterebbe una svolta epocale per l’esplorazione spaziale. Nel frattempo, 3I/ATLAS continua il suo viaggio verso l’esterno, lasciando dietro di sé misteri da risolvere.
Le osservazioni combinate di Hubble, JWST e telescopi terrestri hanno prodotto un dataset ricco, pubblicato in preprint e riviste specializzate. Questi lavori dettagliano spettri infrarossi, curve di luce e modelli orbitali precisi. La comunità astronomica collabora attivamente per interpretare ogni aspetto.

In conclusione, mentre le voci su “luci artificiali” catturano l’immaginazione, le evidenze puntano a un corpo celeste naturale affascinante. 3I/ATLAS arricchisce la conoscenza sugli oggetti interstellari, stimolando curiosità e ricerca. Il dibattito scientifico prosegue, basato su dati rigorosi e non su sensazionalismo.