Lorenza Sant’Angelo bruciò l’ultimo pizzino di suo padre alle 23:47 del 16 gennaio [musica] 2023, esattamente 3 ore dopo che Matteo Messina Denaro era stato arrestato nella clinica La Maddalena di Palermo, mentre le fiamme consumavano quelle righe scritte a mano che per 30 anni avevano rappresentato l’unico legame con l’uomo più ricercato d’Italia, la giovane donna che nessuno sapeva essere figlia dell’ultimo padrino della Sicilia, prese la decisione più difficile della sua vita, sparire per sempre, portandosi
dietro segreti che potrebbero riscrivere la storia di Cosa Nostra, tra Pizzini e Silenzi, la figlia segreta di Messina Denaro. Per capire chi è davvero Lorenza Sant’Angelo bisogna tornare indietro al 1995, quando Matteo Messina De Naro, già l’attitante da 2 anni dopo gli omicidi Falcone e Borsellino, incontrò in una villa segreta di Mazzara del Vallo la donna che avrebbe stravolto la sua esistenza di fantasma, Alessandra Conti, una giovane avvocatessa milanese di 28 anni specializzata in diritto internazionale, Alessandra
Non sapeva di essere stata attirata in Sicilia con un inganno. Credeva di essere stata chiamata per una consulenza legale su investimenti immobiliari nei Caraibi da parte di un ricco imprenditore siciliano che si faceva chiamare Andrea Bonafede. Era un nome di copertura che Matteo usava per i suoi affari legali, supportato da documenti falsi perfetti e una storia personale inventata nei minimi dettagli.
“Signorina Conti” le disse Matteo durante il loro primo incontro nella villa affacciata sul mare di Mazzara. Lei è esattamente la persona che cercavo. Qualcuno che non abbia legami con la Sicilia, qualcuno di cui ci si possa fidare completamente. Alessandra rimase colpita dall’eleganza e dall’intelligenza di quell’uomo sui 40 anni che parlava [musica] cinque lingue, citava Gote a memoria e dimostrava una conoscenza impressionante dei mercati finanziari internazionali.
Non aveva nulla del mafioso stereotipato che si immaginava. Vestiva abiti di Armania, guidava una Porsche. Possedeva una collezione di orologi Patec Philip del valore di centinaia di migliaia di euro. Quello che iniziò come un rapporto professionale si trasformò rapidamente in qualcosa di più profondo. Matteo era affascinato dall’intelligenza e dall’indipendenza di Alessandra.
mentre lei era attratta dal mistero e dal carisma di quell’uomo che sembrava possedere un potere invisibile ma immenso. Andrea gli disse una sera mentre passeggiavano sulla spiaggia di Selinunte, io non so esattamente chi sei tu, ma so che mi stai nascondendo qualcosa di importante. Se vuoi che questo rapporto continui, devi dirmi la verità.
Fu in quel momento che Matteo prese la decisione più rischiosa della sua vita, raccontare a una donna la sua vera identità. Era la prima volta in 30 anni che violava la regola aurea della latitanza. Non fidarsi mai di nessuno. Alessandra le disse guardandola negli occhi. Io sono Matteo Messina Denaro. Sono il boss di Cosa Nostra che stanno cercando da 3 anni.
Sono l’uomo che ha organizzato le stragi di Capaci e via D’Amelio, e sono innamorato di te. Alessandra rimase in silenzio per lunghi minuti, mentre le onde del Mediterraneo lambivano i suoi piedi nudi. Quando parlò, la sua voce era calma, ma ferma. Matteo” disse, “Io dovrei scappare da te, dovrei chiamare i carabinieri, dovrei odiare tutto quello che rappresenti, ma non ci riesco.

Non so perché, ma non ci riesco.” Quella notte segnò l’inizio di una storia d’amore impossibile che sarebbe durata 20 anni. Lessandra divenne complice e confidente dell’atitante più ricercato del mondo, trasformandosi da rispettabile avvocatessa milanese in custode dei segreti più pericolosi di Cosa Nostra.
Nel 1997, quando Alessandra scoprì di essere incinta, Matteo le impose una scelta drammatica: o rinunciare al bambino o accettare che loro figlia crescesse senza mai conoscere la verità su suo padre. Il nostro bambino” le disse Matteo durante una delle loro rare cene insieme in una masseria protetta vicino Castelvetrano. Non potrà mai sapere chi sono io.
Dal 2016 Matteo aveva iniziato a riempire quaderni su quaderni con una confessione che sarebbe stata la più completa mai scritta da un boss di Cosa Nostra. nomi, luoghi, date, modalità degli omicidi, strutture dell’organizzazione, collegamenti internazionali, tutto quello che poteva servire alla giustizia per smantellare definitivamente quello che restava della mafia siciliana.

“Perché lo stai facendo?”, chiese Lorenza. Ma è per te, rispose Matteo, perché voglio che quando morirò tu possa dire di essere figlia di un uomo che alla fine ha scelto la strada giusta. Ma c’era un problema. Matteo sapeva di essere malato. Dal 2020 un tumore al colon lo stava consumando lentamente e aveva bisogno di cure mediche che non poteva ottenere nella clandestinità.
Era un dilemma terribile costituirsi e rischiare di morire in carcere prima di aver completato la sua confessione o continuare a curarsi in segreto e rischiare di essere catturato. Fu Lorenza a trovare la soluzione. Durante una conversazione telefonica criptata nell’estate del 2022, propose a suo padre un piano che li avrebbe aiutati entrambi a chiudere definitivamente i conti con il passato.
Papà gli disse, “Io conosco il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia. L’ho incontrato durante la mia tesi di laurea. È un uomo onesto e sono sicura che accetterebbe di fare un patto. Che tipo di patto? Tu ti costituisci spontaneamente, consegni tutte le tue confessioni e in cambio ottieni il permesso di curarti in una clinica specializzata sotto scorta.
Così potrai completare la tua testimonianza e allo stesso tempo salvarti la vita. Matteo rimase in silenzio per lunghi secondi. Sapeva che era l’unica strada possibile, ma dopo 30 anni di fuga l’idea di costituirsi gli faceva paura più della morte stessa. E tu cosa ci guadagni da tutto questo? Guadagno la possibilità di guardare allo specchio una Lorenza Sant’Angelo che non deve più vergognarsi del suo cognome.
Il piano fu messo in atto nei mesi successivi attraverso canali riservati. Lorenza contattò la procura di Palermo e organizzò un incontro segreto con il procuratore De Lucia. Gli offrì la collaborazione spontanea di Matteo Messina Denaro in cambio di un protocollo sanitario che gli permettesse di curarsi durante la detenzione.