Questo articolo spiega perché alle vittime della ghigliottina veniva spesso tagliato il colletto della camicia prima dell’esecuzione. Il contenuto è a scopo puramente didattico e di documentazione storica, basato su pratiche tecniche e procedure di esecuzione in Francia e in alcuni paesi europei dalla fine del XVIII alla metà del XX secolo. Non intende scioccare gratuitamente, glorificare la violenza o descrivere dettagli raccapriccianti.
Perché i colletti delle camicie delle vittime di decapitazione venivano tagliati prima dell’esecuzione?
Nella storia della ghigliottina, un dettaglio ricorrente è che, prima di porre la vittima sotto la lama, il colletto della camicia o dell’uniforme carceraria veniva spesso tagliato o strappato. Non si trattava di un gesto casuale o di un insulto, ma derivava da una ragione tecnica molto pratica.
1. Motivo principale: garantire che la lama tagli in modo netto e rapido
La ghigliottina funziona lasciando cadere una lama pesante (in genere 40-100 kg) da un’altezza di 2-4 metri, con un angolo di circa 45 gradi.
Affinché la lama potesse tagliare il collo in modo netto e rapido (idealmente in meno di un secondo), il collo della vittima doveva essere completamente scoperto, senza alcun tessuto a ostruirlo.

Se il colletto fosse lasciato intatto, il tessuto (soprattutto se spesso, rigido o con bottoni) potrebbe causare l’inceppamento della lama, farla deviare dalla traiettoria o richiedere più tentativi, con conseguente “decapitazione incompleta”, prolungata sofferenza per la vittima e orrore per i testimoni.
Il taglio del colletto (spesso tagliato a V o strappato sul retro del collo) era una fase preparatoria obbligatoria per:
Scoprire completamente la pelle e le vertebre cervicali.
Evitare che il tessuto si avvolga attorno alla lama o rallenti il processo di taglio.
Ridurre il rischio che la lama rimanga incastrata tra l’osso e il tessuto.
2. Altre ragioni pratiche
Fissaggio della testa più semplice: dopo aver tagliato il collare, la testa della vittima poteva essere spinta più facilmente nella lunetta (il giogo) e fissata saldamente.
Riduzione degli schizzi di sangue: meno tessuto significa meno possibilità che il sangue penetri e schizzi intorno quando la lama cade.
Tradizione dell’esecuzione: fin dalla Rivoluzione francese (1792), le procedure di ghigliottina hanno sempre incluso questo passaggio. Il boia (in genere proveniente dall’ufficio del Monsieur de Paris) tagliava o strappava personalmente il colletto poco prima che la vittima si adagiasse sulla bascula (la tavola basculante).
3. Eccezioni e variazioni
Ad alcune vittime importanti o collaborative poteva essere consentito di indossare camicie leggere o di non avere indumenti esterni, ma il collo doveva comunque rimanere scoperto.
In alcuni casi successivi (XX secolo), alle vittime venivano talvolta fornite uniformi carcerarie sottili, appositamente progettate, con colletti facili da tagliare.
Tagliare il colletto della camicia prima dell’esecuzione con la ghigliottina non aveva lo scopo di aumentare l’umiliazione, ma era una misura tecnica necessaria per garantire che la lama si abbassasse con precisione, tagliasse rapidamente il collo e riducesse il rischio di malfunzionamento (un problema che si verificò più volte nella storia della ghigliottina). Questa procedura era considerata “efficiente e umana” secondo gli standard dell’epoca, sebbene oggi riconosciamo che nessun metodo di esecuzione sia veramente umano.
La ghigliottina, pur essendo stata presentata come un progresso della Rivoluzione francese, rimane un simbolo di brutalità storica.
Fonti principali:
“La ghigliottina e i suoi servitori” – Documenti storici francesi, XVIII-XIX secolo.
Museo della Ghigliottina e archivi dell’Assemblea Nazionale francese.
“Storia della ghigliottina” – Daniel Arasse (1987).
Resoconti dei boia che usavano la ghigliottina (Monsieur de Paris) e testimonianze dell’epoca.
Ad alcune vittime importanti o collaborative poteva essere consentito di indossare camicie leggere o di non avere indumenti esterni, ma il collo doveva comunque rimanere scoperto.
In alcuni casi successivi (XX secolo), alle vittime venivano talvolta fornite uniformi carcerarie sottili, appositamente progettate, con colletti facili da tagliare.
Tagliare il colletto della camicia prima dell’esecuzione con la ghigliottina non aveva lo scopo di aumentare l’umiliazione, ma era una misura tecnica necessaria per garantire che la lama si abbassasse con precisione, tagliasse rapidamente il collo e riducesse il rischio di malfunzionamento (un problema che si verificò più volte nella storia della ghigliottina). Questa procedura era considerata “efficiente e umana” secondo gli standard dell’epoca, sebbene oggi riconosciamo che nessun metodo di esecuzione sia veramente umano.
Archivio Nazionale di Francia – procedure di esecuzione tramite ghigliottina.
Questo articolo spiega perché alle vittime della ghigliottina veniva spesso tagliato il colletto della camicia prima dell’esecuzione. Il contenuto è a scopo puramente didattico e di documentazione storica, basato su pratiche tecniche e procedure di esecuzione in Francia e in alcuni paesi europei dalla fine del XVIII alla metà del XX secolo. Non intende scioccare gratuitamente, glorificare la violenza o descrivere dettagli raccapriccianti.
Tagliare il colletto della camicia prima dell’esecuzione con la ghigliottina non aveva lo scopo di aumentare l’umiliazione, ma era una misura tecnica necessaria per garantire che la lama si abbassasse con precisione, tagliasse rapidamente il collo e riducesse il rischio di malfunzionamento (un problema che si verificò più volte nella storia della ghigliottina). Questa procedura era considerata “efficiente e umana” secondo gli standard dell’epoca, sebbene oggi riconosciamo che nessun metodo di esecuzione sia veramente umano.
Archivio Nazionale di Francia – procedure di esecuzione tramite ghigliottina.
Questo articolo spiega perché alle vittime della ghigliottina veniva spesso tagliato il colletto della camicia prima dell’esecuzione. Il contenuto è a scopo puramente didattico e di documentazione storica, basato su pratiche tecniche e procedure di esecuzione in Francia e in alcuni paesi europei dalla fine del XVIII alla metà del XX secolo. Non intende scioccare gratuitamente, glorificare la violenza o descrivere dettagli raccapriccianti.