La misteriosa casa sulle montagne finlandesi è stata scoperta dagli scienziati dopo che è stato accertato che creature metà umane e metà animali si erano allontanate da quel luogo
Helsinki, 25 settembre 2025 – In un annuncio che ha mandato in subbuglio la comunità scientifica e gli appassionati di folklore, un team di biologi e antropologi dell’Università di Helsinki ha rivelato la scoperta di una struttura misteriosa abbarbicata sulle aspre montagne della Lapponia finlandese, un’antica casa di legno e pietra che sembra provenire da un’era dimenticata. La rivelazione è arrivata dopo settimane di indagini su una serie di avvistamenti inquietanti: creature ibride, metà umane e metà animali, che si sarebbero allontanate dal sito, lasciando dietro di sé indizi di un’esistenza surreale. L’operazione, coordinata dal professor Eero Väinölä, esperto di mitologia finlandese e genetista molecolare, è stata resa pubblica oggi durante una conferenza stampa al Museo Nazionale di Helsinki, scatenando un’ondata di speculazioni che mescolano scienza, leggenda e teorie del complotto.

La scoperta è avvenuta il 12 settembre, durante una spedizione finanziata dal Consiglio di Ricerca Finlandese e da privati interessati al folklore lappono. Un drone equipaggiato con termocamere e sensori genetici stava sorvolando la catena del Saana Fell, una zona remota nota per le sue tempeste improvvise e le leggende di spiriti ancestrali, quando ha rilevato anomalie termiche insolite. “Pensavamo a un semplice rifugio di cacciatori sami abbandonato”, ha spiegato Väinölä, con gli occhi ancora arrossati dalle notti insonni passate ad analizzare i dati. “Ma avvicinandosi, il drone ha catturato immagini di una casa intatta, coperta da muschi bioluminescenti, con porte e finestre intagliate in motivi runici che non corrispondono a nessuna architettura nota. E poi, le tracce: impronte ibride, con artigli da lupo e impronte digitali umane, che si allontanavano verso la tundra”.
La Lapponia, con i suoi picchi innevati e foreste infinite, è da secoli un crogiolo di miti. Il Kalevala, l’epica nazionale compilata da Elias Lönnrot nel XIX secolo, pullula di esseri sovrannaturali: gli Hiisi, giganti goblinoidi alti due metri che dimorano in grotte montane e attaccano i viandanti; i Peikko, troll lenti ma malvagi che rubano oggetti dalle case remote; i Menninkäinen, spiritelli dispettosi che danzano nelle foreste e ingannano i bambini con enigmi. Queste creature, spesso ibride – corpi umani con corna da cervo o code da volpe – incarnano il legame profondo dei finlandesi con la natura selvaggia. “La mitologia finlandese non è solo favola”, ha sottolineato la folklorista Liisa Kallio in un recente studio pubblicato su “Scandinavian Folklore Review”. “È un’eco di antiche migrazioni ugro-finniche, dove sciamani invocavano spiriti per spiegare tempeste e carestie”. Ma qui, la scienza incontra il mito in modo tangibile.

Le prime ispezioni, condotte da un team di subacquei e alpinisti il 18 settembre, hanno rivelato dettagli sbalorditivi. La casa, grande circa 20 metri quadrati, è costruita con legname di pino antico, datato al XIV secolo tramite analisi al carbonio-14, ma privo di segni di degrado nonostante l’esposizione a inverni polari. All’interno, stanze spoglie ma organizzate: letti di pelliccia, utensili di osso scolpiti con simboli shamani, e – il dettaglio più sconvolgente – campioni di pelo e sangue abbandonati, che i genetisti hanno sequenziato in laboratorio. “Il DNA è un mosaico impossibile”, ha dichiarato la dottoressa Anna Korhonen, capo del laboratorio di genomica. “Sequenze umane al 60%, con inserti di lupo grigio, renna e persino orso bruno. Non mutazioni casuali, ma ibridazioni stabili, come se queste creature fossero nate così”. Le tracce indicano che un gruppo di almeno cinque individui si è allontanato due settimane prima, forse spaventato dal rumore dei droni, dirigendosi verso il confine norvegese.
La comunità scientifica è divisa. Per i razionalisti, come il professor Väinölä, si tratta di un esperimento umano andato storto: forse un avamposto di eugenetica nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, o un laboratorio segreto sovietico negli anni ’50, dove si testavano manipolazioni genetiche su comunità isolate sami. “La Lapponia era un crocevia di spionaggio durante la Guerra Fredda”, ricorda Väinölä, citando archivi declassificati che parlano di “progetti bio-antropologici” nei ghiacci artici. Prove a sostegno: residui di sieri chimici trovati nel camino, e incisioni su legno che recano codici in tedesco e russo. Ma i mitologi e gli ufologi gridano al soprannaturale. “È la casa degli Hiisi tornati in vita!”, esulta il ricercatore indipendente Jukka Niemi, autore di “Spiriti della Tundra”, che collega il sito al Lintukoto, il paradiso mitico degli uccelli migratori. Online, forum come Reddit e X esplodono con #HybridFinland e #SamiMonsters, mentre complottisti ipotizzano portali dimensionali aperti dal riscaldamento globale, che starebbe “svegliando” antiche entità.

Non mancano echi nel folklore sami, i popoli indigeni della regione. Gli joik, canti tradizionali, narrano di “stállu”, giganti ibridi che proteggono le montagne ma puniscono gli intrusi. “I nostri antenati avvertivano: non disturbate la casa del vento”, ha detto il portavoce sami Eira Olli in un’intervista a Yle, la TV di stato. La scoperta ha già portato a tensioni: attivisti indigeni protestano per un “saccheggio culturale”, chiedendo che il sito sia chiuso al pubblico. Il governo finlandese ha istituito una zona protetta, con droni di sorveglianza per tracciare eventuali ritorni delle creature.
Ora, la fase successiva: una missione con elicotteri e rover termici partirà lunedì per setacciare la tundra, alla ricerca di tracce fresche. “Se le catturiamo, potremmo riscrivere la biologia evolutiva”, spera Korhonen. “Oppure confermare che il mito è più reale della scienza”. Intanto, la casa resta sigillata, un relitto silenzioso tra i picchi, custode di segreti che echeggiano dal Kalevala. La Lapponia, con le sue aurore boreali e silenzi gelidi, ha sempre nascosto enigmi. Questa volta, però, le creature ibride non sono solo storie sussurrate al fuoco: sono partite, lasciando una porta aperta sul mistero. E se tornassero? Il mondo trattiene il fiato, tra la paura del noto e il fascino dell’ignoto.