La Ferrari affronta la crisi in Azerbaigian: i media italiani criticano duramente Lewis Hamilton, definendo il team una “barzelletta”
La recente gara di Formula 1 in Azerbaigian ha segnato un momento di profonda crisi per la Ferrari, con i riflettori puntati su Lewis Hamilton e il team di Maranello. Una prestazione disastrosa ha lasciato il pubblico e gli addetti ai lavori sgomenti, alimentando un’ondata di critiche da parte dei media italiani. Il termine “barzelletta” è stato usato senza mezzi termini per descrivere la gestione della squadra, un’accusa che ha scosso il mondo della F1 e messo in discussione il futuro di Hamilton con la scuderia.

La gara di Baku, nota per il suo circuito insidioso e le sue sfide strategiche, si è trasformata in un incubo per la Ferrari. Errori nei pit stop, scelte strategiche discutibili e una vettura che sembrava lontana anni luce dai rivali hanno portato a un risultato deludente. Hamilton, che aveva suscitato grandi aspettative al suo arrivo in Ferrari, non è riuscito a invertire la rotta, finendo fuori dai punti e mostrando segni di frustrazione evidenti. I media italiani non hanno risparmiato il pilota britannico, accusandolo di non essere all’altezza del suo leggendario palmarès e di non riuscire a integrarsi con la mentalità del team.

Le critiche, tuttavia, non si sono limitate a Hamilton. La gestione della Ferrari è stata messa sotto accusa per la mancanza di coesione e per una strategia che molti hanno definito caotica. I commentatori hanno sottolineato come il team sembri lontano dalla gloria degli anni passati, con una vettura che fatica a competere con le dominanti Red Bull e McLaren. La parola “barzelletta” usata da alcune testate giornalistiche riflette il senso di delusione e imbarazzo tra i tifosi, che vedono la Ferrari come un’istituzione che dovrebbe rappresentare l’eccellenza italiana, ma che invece sembra arrancare.

Il dibattito si è rapidamente esteso alla comunità mondiale della F1. Da un lato, i sostenitori di Hamilton sottolineano che il pilota non può essere ritenuto l’unico responsabile di una crisi che appare strutturale. La vettura, sostengono, non è competitiva, e le difficoltà tecniche non permettono al britannico di esprimere il suo talento. Dall’altro lato, i critici più severi mettono in discussione la decisione di ingaggiare Hamilton, chiedendosi se il suo stile di guida si adatti davvero alla filosofia Ferrari. Questo scontro di opinioni ha acceso un dibattito globale, con i social media pieni di discussioni tra chi difende il sette volte campione del mondo e chi lo considera ormai fuori dal suo apice.
La Ferrari si trova ora a un bivio. La pressione su Hamilton e sul team principal è altissima, e le prossime gare saranno cruciali per dimostrare che la scuderia può risollevarsi. I tifosi, nonostante la delusione, continuano a sperare in un ritorno alla competitività, ma il cammino appare in salita. La crisi di Baku non è solo una sconfitta in pista, ma un campanello d’allarme per un team che deve ritrovare la sua identità e il suo orgoglio.