Il padre di Max Verstappen ha dato una chiara risposta alla domanda se suo figlio possa vincere un quinto campionato consecutivo di Formula 1, dopo due vittorie consecutive per le corse hanno causato molte controversie negli ultimi giorni.

Nel mondo veloce della Formula 1, dove ogni curva e ogni pit stop possono essere una storia in sé, Jos Verstappen, padre del campione del mondo di quattro volte Max Verstappen, ha recentemente espresso un’opinione sorprendentemente chiara sulle opportunità di suo figlio su un quinto titolo consecutivo. La leggenda olandese del motorsport, che lui stesso ha avuto una carriera di successo in F1, ha risposto all’ondata di speculazioni che hanno seguito le vittorie consecutive di Max nel Grand Prix d’Italia e Azerbaigian. Questi successi, che in qualche modo hanno ridotto il divario nel campionato, hanno portato a discussioni feroci su Fair Play, Strategie di squadra e affidabilità della competizione. Le parole di Jos, pronunciate in un’intervista esclusiva con un mezzo di sport automobilistico leader, tagliato come un coltello attraverso la controversia: “Max può assolutamente, ma solo se tutto funziona perfettamente. Altrimenti è una causa persa.”

La controversia si è liberata dopo la gara a Baku, dove Max Verstappen ha guidato una performance dominante dalla pole posizione alla vittoria, con un vantaggio di quasi 15 secondi sulla sua ricerca più vicina, il pilota della Mercedes George Russell. Fu la sua seconda vittoria consecutiva, dopo un convincente trionfo su Monza, dove la Red Bull sembrava finalmente essere di nuovo il genitore in una stagione che è stata finora dominata da McLaren. La scuderia di corse britanniche, con Oscar Piastri e Lando Norris al timone, aveva costruito un vantaggio confortevole fino a poco tempo fa. Piastri guida il campionato con 69 punti davanti a Max, mentre Norris è 44 punti. Ma a Baku le cose sono andate drasticamente per la McLaren: Piaastri si è schiantato al primo turno e Norris ha finito di deludente nel settimo. Questo fallimento, combinato con Red Bulls ha rinnovato la nitidezza grazie a un pavimento aggiornato sull’auto, ha causato il silenziamento delle speculazioni. Questi segni di un ritorno o solo un attacco temporaneo con il concorrente?

Jos Verstappen, che è noto per le sue dichiarazioni dirette e non filtrate, non è stato portato via dall’ottimismo. “L’ho detto Max me stesso: goditi queste vittorie, ma non sognare troppo forte con il titolo”, ha detto Jos nell’intervista. Ha sottolineato che, nonostante il suo talento senza pari, suo figlio dipende da fattori al di fuori del suo controllo. “Red Bull ha preso provvedimenti, questo è chiaro. L’auto sembra di nuovo un’arma, ma la McLaren è ancora il punto di riferimento. Hanno fatto errori a Baku – un incidente e una brutta strategia – ma ciò non accade ogni gara. Max deve vincere e i McLarens devono continuare a inciampare. La possibilità di ciò? Piccolo, molto piccolo.” Questa nota realistica contrasta con l’euforia nei media olandesi, dove i titoli urlano di una “gara del titolo con tre uomini”. Jos, che spinge suo figlio al limite sin dalla tenera età, vede le insidie: la pressione, la complessità tecnica delle auto attuali e l’imprevedibilità della stagione.

La controversia che circonda queste vittorie va più in profondità della pura rivalità sportiva. I critici, tra cui alcuni ex conducenti e analisti, suggeriscono che i recenti aggiornamenti di Red Bull-un nuovo pavimento aerodinamico e migliorano i freni distonano l’equilibrio sul campo. In Italia ciò ha portato a voci sui “benefici ingiusti”, soprattutto da quando la McLaren si è lamentata delle regole FIA incoerenti attorno agli effetti del suolo. A Baku, la tensione si è intensificata quando l’incidente di Piaastri è stato attribuito a una possibile collisione con una componente Red Bull in pista, sebbene la ricerca abbia inventato questo. I social media sono esplosi con meme e accuse, dal “Sabotaggio Red Bull” a “Arroganza McLaren”. Jos lo saluta come “fumatori”: “Controversa fa parte della F1. Lo mantiene eccitante. Ma siamo onesti: Max vince perché è il migliore, non attraverso le teorie della cospirazione.” Le sue parole ci ricordano il suo tempo nel paddock, dove ha combattuto come autista per squadre come Benetton e Tyrrell per ogni punto.

Max stesso si trova in questa tempesta, con la sua caratteristica sobrietà. Dopo la vittoria a Baku, ha detto a Sky Sports: “Non penso alla speranza. Faccio solo correre per gara, segnare il maggior numero possibile di punti. Dopo Abu Dhabi lo vediamo”. Questa filosofia, che condivide per tutta la stagione, riflette l’educazione da parte di suo padre: concentrarsi sul processo, non sul prezzo. Tuttavia l’intervento di Jos ha causato un’ondata di reazioni. Il capo del team della McLaren Andrea Stella ha definito Max una “vera minaccia” in una conferenza stampa, mentre il consulente del Red Bull Helmut Marko calcola che ci sono ancora 300 punti da guadagnare nelle ultime sette gare, più punti Sprint. “Nulla è impossibile”, ha twittato Marko, ma Jos ha contrastato: “Marko è un ottimista. Sono un realista. Max ha quattro titoli di fila – che è già leggendario. Un quinto sarebbe un miracolo.”
Questa dinamica familiare aggiunge un livello umano alla macchina F1. Jos, che ha allevato Max con sessioni di kart fino a quando non è stata fino alla notte, non è solo padre, ma anche allenatore e critico. La sua risposta chiara – “Sì, è possibile, ma non contare su di essa” – smorza l’isteria e ricorda a tutti la realtà: con sette razze da percorrere, tra cui sprint ad Austin, Brasile e Qatar, Max non dovrebbe solo eccellere, ma anche pregare per il guasto per Piastri e Norris. I conducenti della McLaren, sia giovani che affamati, non solo cederanno. Norris, che ha ancora trionfato a Silverstone, ha promesso: “Impariamo da Baku. Questa è stata una sveglia”.
Mentre la roulotte si trasferisce a Singapore, dove il caldo e le strade formano un nuovo test, la voce di Jos continua a risuonare. Suo figlio, il fenoma che ha dominato lo sport dal suo debutto nel 2015, è a un crocevia. Le due recenti vittorie hanno alimentato la controversia, ma Sober Vision di Jos offre una prospettiva. In uno sport pieno di glamour e glamour, in cui milioni di fan bramano il dramma, il padre ricorda che la vera grandezza è in coerenza, non nei sogni. O Max prende quel quinto titolo? La risposta di Jos è chiara: possibile, ma improbabile. E questo, nel nucleo di F1, è esattamente ciò che rende il gioco così avvincente