Una nuova tempesta scuote il mondo del ciclismo. L’ex ciclista e noto opinionista olandese Thijs Zonneveld ha fatto dichiarazioni esplosive durante il suo podcast In de Waaier, definendo Tadej Pogačar “il mostro sloveno che ha distrutto la storia del ciclismo”.
Secondo Zonneveld, il dominio assoluto del campione sloveno starebbe trasformando il ciclismo moderno in “uno sport prevedibile, quasi disumano”.
“Pogacar è troppo perfetto, troppo sovrumano”
Durante la puntata, Zonneveld non ha usato mezzi termini:

“Il ciclismo non è in crisi per colpa degli imbrogli o del doping, ma perché Pogacar è troppo perfetto, troppo sovrumano. Non lascia spazio alla speranza, né agli errori. È diventato un mito vivente che però rischia di uccidere la magia dello sport.”
Queste parole hanno immediatamente fatto il giro dei social, accendendo un acceso dibattito tra tifosi, giornalisti e addetti ai lavori. Per alcuni, Zonneveld ha semplicemente espresso una verità scomoda: il dominio totale di Pogacar negli ultimi anni ha reso difficile per gli altri competere. Per altri, invece, le sue frasi sono un’esagerazione, un attacco gratuito a un atleta straordinario che rappresenta l’eccellenza sportiva.

Un talento senza limiti
Tadej Pogačar, classe 1998, è già considerato uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi. Vincitore di due Tour de France, tre Il Lombardia consecutivi, una Liegi-Bastogne-Liegi e una Parigi-Nizza, il corridore della UAE Team Emirates continua a dominare qualunque corsa a cui partecipa.
La sua capacità di brillare in salita, a cronometro e persino nelle classiche di un giorno ha ridefinito gli standard del ciclismo moderno.
Tuttavia, come sottolinea Zonneveld, “la perfezione assoluta può diventare un problema”.
“Ogni era ha avuto i suoi dominatori – Merckx, Indurain, Armstrong – ma Pogacar è qualcosa di diverso. È il più bel sogno e, allo stesso tempo, il peggior incubo del ciclismo contemporaneo.”
La “rivelazione” che fa discutere
Nella parte finale del podcast, Zonneveld ha lasciato intendere l’esistenza di un “segreto tecnico” che renderebbe Pogacar quasi imbattibile, legato a un’innovazione nei metodi di preparazione e all’uso avanzato dell’intelligenza artificiale nei dati di allenamento.
Pur non fornendo prove dirette, l’analista ha sostenuto che “il ciclismo di oggi non è solo fatica e sudore, ma anche algoritmo e calcolo”. Le sue parole hanno sollevato interrogativi su come la tecnologia stia cambiando il volto dello sport.
Pogacar risponderà?
Al momento, né Pogacar né il team UAE Emirates hanno commentato pubblicamente le dichiarazioni di Zonneveld. Tuttavia, è certo che la discussione continuerà a dividere il pubblico.
Pogacar rimane l’icona di un ciclismo nuovo, dove talento, scienza e dedizione si fondono in una formula quasi perfetta — forse troppo perfetta per alcuni.
