Sono bastate poche parole per scatenare un’ondata di polemiche attorno a Jannik Sinner, numero uno del tennis italiano e tra i protagonisti assoluti della stagione 2025. Durante una conferenza stampa a margine del Masters di Vienna, Sinner ha annunciato che non parteciperà alla “Notte dell’Orgoglio” del tennis, un evento simbolico organizzato per celebrare la diversità e l’inclusione nello sport.

“Questo sport dovrebbe concentrarsi solo sui risultati in campo, non su questioni politiche o movimenti sociali,” ha dichiarato il campione altoatesino, con tono calmo ma deciso.
Le sue parole hanno immediatamente acceso il dibattito sui social e tra gli addetti ai lavori. Molti utenti hanno criticato la posizione del tennista, accusandolo di mancare di sensibilità verso una causa che mira a promuovere il rispetto e l’uguaglianza. Alcuni colleghi, come Coco Gauff e Frances Tiafoe, hanno espresso disappunto in maniera indiretta, sottolineando l’importanza del ruolo pubblico degli atleti nel sostenere valori sociali positivi.
Tuttavia, non sono mancate le voci a difesa di Sinner. Diversi ex giocatori e opinionisti sportivi italiani hanno ricordato che il tennista di San Candido è sempre stato una persona riservata, più interessata al lavoro quotidiano che alla scena mediatica. “Jannik ha il diritto di concentrarsi sul suo sport. Non tutti devono essere portavoce di battaglie sociali,” ha commentato un noto giornalista sportivo su La Gazzetta dello Sport.

In Italia, la notizia ha immediatamente superato i confini del mondo del tennis, diventando un tema di discussione più ampio. Alcuni politici hanno colto l’occasione per elogiare Sinner, definendolo “un ragazzo autentico, che vuole tenere lo sport lontano dalle ideologie”. Altri, invece, lo hanno criticato duramente, ricordando che “lo sport non può essere separato dalla società in cui vive”.
Dietro la controversia si nasconde una questione più grande: quanto spazio dovrebbero avere i temi sociali nello sport professionistico? Da anni, il dibattito divide fan e atleti, tra chi vede lo sport come uno strumento di cambiamento e chi, come Sinner, preferisce mantenerlo neutrale.

Dopo la diffusione delle sue dichiarazioni, il team di Sinner ha rilasciato una breve nota chiarificatrice:
“Jannik rispetta tutte le persone e ogni forma di diversità. La sua scelta non è una presa di posizione contro nessuno, ma un modo per mantenere il focus sulla competizione sportiva.”
Nonostante ciò, la discussione continua a infiammare il web, con l’hashtag #Sinner tra i più commentati su X e Instagram. Alcuni tifosi hanno espresso delusione, altri hanno lodato il suo coraggio nel dire ciò che pensa.
In ogni caso, il 24enne italiano si prepara ora a tornare in campo per le ATP Finals di Torino, cercando di spostare nuovamente l’attenzione sul tennis giocato — là dove, come lui stesso ha detto, “dovrebbe trovarsi il vero significato di questo sport”.