**Cosa ha rivelato la GoPro recuperata dalla vittima subacquea deceduta alle Maldive: le immagini nascoste dal terzo compartimento mostrano gli ultimi istanti agghiaccianti dei quattro superstiti…**
In un colpo di scena drammatico che ha scosso il mondo delle immersioni e l’opinione pubblica italiana, le autorità maldiviane hanno reso noto il recupero di una **GoPro** appartenente a una delle vittime della tragedia di Vaavu Atoll. Le immagini registrate all’interno del **terzo compartimento** della grotta sottomarina hanno catturato gli ultimi, terribili momenti dei quattro subacquei italiani rimasti intrappolati dopo la morte del loro istruttore.
La tragedia, avvenuta il 14 maggio 2026, è già considerata la peggiore nella storia delle Maldive: cinque italiani – tra cui la biologa marina Monica Montefalcone, la figlia ventenne Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e l’istruttore Gianluca Benedetti – hanno perso la vita durante un’immersione profonda in una rete di grotte sottomarine complesse.
### Il recupero della telecamera e le immagini shock
Dopo giorni di operazioni ad alto rischio condotte da una squadra di sommozzatori finlandesi specializzati in immersioni in grotta, le autorità hanno finalmente recuperato diversi dispositivi GoPro insieme ai corpi delle vittime. Una delle telecamere, ancora funzionante nonostante l’acqua e la pressione, è stata analizzata in via preliminare.
Secondo fonti vicine all’inchiesta, il filmato più drammatico proviene dal terzo compartimento della grotta, un ambiente stretto, buio e labirintico situato a oltre 50-60 metri di profondità. Le immagini mostrano i quattro subacquei, visibilmente esausti e con le riserve d’aria in rapido calo, mentre tentano disperatamente di orientarsi nel buio totale. Si vedono mani che si tendono l’una verso l’altra, fasci di luce delle torce che tremano, bolle d’aria che salgono frenetiche e gesti di panico crescente.
In un frame particolarmente straziante, si intravede Monica Montefalcone – nota professoressa dell’Università di Genova – che sembra allungare un braccio verso la figlia Giorgia, come per proteggerla o rassicurarla un’ultima volta. Il video dura diversi minuti e termina con l’oscurità quasi totale quando le luci si spengono una dopo l’altra. Gli esperti che hanno visionato il materiale lo definiscono “agghiacciante” e “difficile da guardare”.
### La dinamica della tragedia
Il gruppo, partito dal liveaboard *Duke of York* della compagnia italiana Albatros Top Boat, aveva programmato un’immersione ricreativa nella zona di Devana Kandu. Nonostante fossero subacquei esperti in acque aperte, nessuno di loro possedeva una certificazione specifica per **cave diving** (immersioni in grotta). Hanno superato ampiamente il limite di 30 metri consentito per le immersioni ricreative alle Maldive, spingendosi fino a 50-70 metri in un ambiente overhead (con tetto) estremamente pericoloso.
Secondo le prime ricostruzioni, l’istruttore Gianluca Benedetti è rimasto separato dal gruppo ed è stato trovato vicino all’ingresso. Gli altri quattro si sono addentrati troppo nel sistema di caverne, probabilmente attirati dalla bellezza delle formazioni rocciose e dalla curiosità scientifica (il team stava conducendo ricerche di ecologia marina). Una combinazione fatale di correnti, strettoie, consumo eccessivo di aria e disorientamento ha impedito loro di uscire in tempo.
Un sommozzatore maldiviano, il Sergente Maggiore Mohamed Mahudhee, ha perso la vita per malattia da decompressione durante le operazioni di ricerca, portando il bilancio totale a sei vittime.
### Le reazioni e le indagini in corso
In Italia il dolore è immenso. La comunità scientifica dell’Università di Genova è sotto shock: Monica Montefalcone era una figura rispettata a livello internazionale, e la presenza della figlia Giorgia rende la tragedia ancora più straziante. Il marito di Monica, Carlo Sommacal, ha dichiarato: «Quella GoPro potrebbe essere l’ultima voce di mia moglie e di mia figlia. Vogliamo sapere tutto».
Le autorità maldiviane hanno sospeso la licenza del liveaboard e aperto un’inchiesta per omicidio colposo. La Polizia delle Maldive ha ricevuto i dispositivi GoPro dai sommozzatori finlandesi e sta collaborando con esperti italiani per l’analisi forense dei filmati, dei dati di profondità, dei consumi d’aria e dei parametri ambientali.
Esperti di immersioni tecniche sottolineano che il gruppo ha commesso errori classici: mancanza di training specifico per grotte, attrezzatura non ottimale per quel tipo di ambiente (singole bombole invece di rebreather o stage), e sottovalutazione dei rischi di un’immersione in overhead a grande profondità.
### Le lezioni da imparare
Questa tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza delle immersioni turistiche alle Maldive, paradiso per i sub ma anche teatro di rischi sottovalutati. Molti operatori offrono “esperienze estreme” senza verificare adeguatamente le certificazioni. La comunità internazionale dei cave diver avverte da anni: entrare in una grotta senza preparazione specifica equivale a un azzardo mortale.
La GoPro recuperata, pur non potendo riportare in vita nessuno, potrebbe salvare altre vite in futuro. I filmati saranno probabilmente utilizzati in campagne di sensibilizzazione e per migliorare i protocolli di sicurezza.
Mentre il mondo delle immersioni piange queste cinque vite spezzate troppo presto, le immagini di quegli ultimi istanti rimarranno impresse nella memoria collettiva come monito eterno: il mare dona meraviglie, ma pretende rispetto assoluto.
Le famiglie delle vittime hanno chiesto rispetto e privacy mentre attendono il rimpatrio delle salme. L’Italia intera, commossa, si stringe attorno a loro.