Pechino — Il tennis femminile è stato scosso da un vero terremoto dopo la finale del China Open 2025, dove la coppia italiana Jasmine Paolini e Sara Errani ha conquistato il titolo battendo le avversarie Miyu Kato e Fanny Stollár con il punteggio di 6-7(1-7), 6-3, [10-2]. Ciò che doveva essere una celebrazione di talento e determinazione si è trasformato in una bufera di polemiche e accuse clamorose.

Pochi minuti dopo la fine dell’incontro, Fanny Stollár ha sorpreso tutti durante la conferenza stampa post-partita, affermando che le italiane avrebbero fatto uso di una “tecnologia proibita” capace di alterare la potenza dei colpi e la precisione dei servizi. “Non accetteremo questo gioco sporco — devono essere immediatamente indagate!”, ha tuonato la tennista ungherese, visibilmente furiosa e delusa per la sconfitta. La sua compagna di squadra, Miyu Kato, pur mantenendo un tono più cauto, ha confermato di “aver notato qualcosa di strano” nel modo in cui le avversarie riuscivano a cambiare ritmo durante gli scambi decisivi.

Le accuse, tuttavia, sono state respinte con decisione dalle due campionesse italiane. Jasmine Paolini, fresca di un anno straordinario coronato dal trionfo al Roland Garros e al Foro Italico, ha risposto con fermezza: “Queste parole sono totalmente infondate. Noi vinciamo con il lavoro, la fatica e la passione, non con trucchi o macchinari. Forse è più facile trovare scuse che accettare una sconfitta amara.” Accanto a lei, Sara Errani ha aggiunto: “Siamo orgogliose di quello che abbiamo fatto. Ci conoscono tutti nel circuito: non abbiamo mai avuto bisogno di altro che della nostra racchetta e della nostra testa.”
La WTA, interpellata dai giornalisti, ha dichiarato che al momento non esistono prove concrete che possano sostenere le accuse di Kato e Stollár, e che nessuna violazione tecnica o regolamentare è stata riscontrata durante la finale. Tuttavia, per “tutela dell’integrità sportiva”, l’organizzazione ha confermato che verrà aperta una breve indagine interna, volta a chiarire ogni dettaglio.

Mentre la polemica infuria sui social, i fan italiani si schierano compatti a difesa delle proprie beniamine, celebrando la loro stagione eccezionale e accusando le rivali di “sportività mancata”. In Giappone e in Ungheria, invece, la notizia ha alimentato discussioni accese tra i tifosi, molti dei quali chiedono “trasparenza” e controlli più severi sulle nuove tecnologie utilizzate nel tennis professionistico.
Nel frattempo, Paolini ed Errani hanno preferito non alimentare ulteriormente il caso, limitandosi a ringraziare i sostenitori e a promettere che torneranno presto in campo, concentrate sui prossimi tornei indoor europei. “Il campo parla per noi”, ha detto Paolini, con un sorriso calmo ma determinato.
Una cosa è certa: lo scandalo del China Open 2025 resterà uno degli episodi più discussi dell’anno nel tennis femminile, sospeso tra sospetti, orgoglio nazionale e la fragile linea che separa la competizione leale dall’ombra della controversia.