Gli inimmaginabili atti di sesso orale di Re Edoardo IV (non riusciva nemmeno a tenere la corona in testa… o i pantaloni abbassati)

Un re così ossessionato dalle donne da perdere il trono, un matrimonio segreto che cambiò per sempre il corso della storia inglese e una maledizione che potrebbe aver distrutto un’intera dinastia: questa è la storia di Edoardo IV, il sovrano medievale che dimostrò che seminare il caos nel suo regno attraverso conquiste amorose può avere conseguenze fatali. Nel 1461, con l’Inghilterra letteralmente dilaniata dai sanguinosi conflitti della Guerra delle Due Rose, Edoardo IV salì al trono alla giovane età di 19 anni.
Alto 1,93 metri, un’altezza eccezionale per l’epoca che gli conferiva una presenza quasi divina, fu descritto da tutti i suoi contemporanei come un uomo assolutamente magnifico. Era, in sostanza, il top model medievale per eccellenza, con un portamento che incuteva rispetto tanto quanto ammirazione. Un cronista dell’epoca non esitò a descriverlo come il principe più bello che la cristianità avesse mai conosciuto.
Tuttavia, Edoardo non era semplicemente bello; possedeva una profonda consapevolezza del proprio fascino e lo usava in modi così audaci da far arrossire persino i tabloid più scandalosi dell’era moderna. Pochi mesi dopo la sua ascesa al trono, per le strade di Londra circolavano già insistentemente voci sulle sue numerose indiscrezioni, tutte intrinsecamente legate alla sua debolezza per le donne.
Il suo stesso storico di corte, pur cercando di proteggerne la reputazione, scrisse in seguito che il re era letteralmente dipendente dal desiderio sessuale e che corteggiava senza sosta qualsiasi donna abbastanza sfortunata o fortunata da catturare la sua attenzione, senza alcuna distinzione di rango sociale o stato civile. Quella che poteva essere stata una semplice indiscrezione reale passeggera si trasformò rapidamente in un’ossessione patologica, dettando le sue scelte politiche e personali.

Per raggiungere i suoi obiettivi e sedurre le donne che desiderava, Edoardo IV aveva messo a punto un sistema di manipolazione profondamente inquietantemente calcolato. La sua strategia si basava innanzitutto su promesse altisonanti: offriva matrimoni prestigiosi, titoli nobiliari, terre fertili o qualsiasi altro vantaggio che potesse infrangere la resistenza. Sapeva sussurrare dolci parole all’orecchio delle giovani donne, promettendo di farle diventare regine o di elevare le loro famiglie ai più alti ranghi del potere.
Eppure, una volta esauditi i suoi desideri e soddisfatta la sua curiosità, queste promesse svanivano con la stessa rapidità con cui erano state pronunciate, lasciandosi alle spalle reputazioni in frantumi e famiglie disonorate. In questa frenetica ricerca del piacere, Edoardo non agì da solo. Beneficiò della complicità attiva di William Lord Hastings, il suo più caro amico e incrollabile compagno di dissolutezza. Insieme, setacciarono gli angoli di Londra, affidandosi a una complessa rete di intermediari e informatori incaricati di identificare potenziali conquiste.
Si dice spesso che Edoardo non esitasse a travestirsi per visitare in incognito le mogli dei ricchi mercanti mentre i loro mariti erano in viaggio d’affari. A volte, sfruttava la sua posizione per convocare le donne negli appartamenti privati della Torre di Londra, trasformando la fortezza in un luogo di incontri amorosi. Si trattava di una forma di predazione sistematica, portata avanti con tutto il peso e l’autorità della corona alle spalle, rendendo praticamente impossibile qualsiasi opposizione.
Il diplomatico Philippe de Commynes, che ebbe l’opportunità di incontrare personalmente il monarca, lasciò un resoconto inequivocabile, affermando che il re si dedicava quasi esclusivamente ai suoi desideri carnali, alla sua vanità personale e a una vita segnata da un completo decadimento morale.

L’année 1464 marque un tournant irréversible dans cette existence de plaisirs. C’est à cette date qu’Édouard rencontre Élisabeth Woodville et s’en éprend avec une intensité rare. Élisabeth était une veuve, mère de deux enfants, et considérée comme une roturière selon les standards rigides de la hiérarchie royale. Contrairement à toutes les autres femmes rencontrées par le roi, elle fit preuve d’une résistance inattendue et refusa catégoriquement de devenir une simple maîtresse de plus. Édouard, habitué à ce que personne ne puisse lui résister, fut piqué dans son orgueil et sa passion n’en fut que décuplée.
Pris d’une impulsion qui allait ébranler les fondements du royaume, il finit par l’épouser en secret, à l’aube, le 31 mai 1464, dans une petite chapelle, loin des regards de la cour. La révélation de cette union, quatre mois plus tard, provoqua un véritable séisme politique. Ses conseillers les plus fidèles, et notamment le puissant comte de Warwick, surnommé le “Faiseur de Rois”, furent saisis d’une fureur noire. Warwick était alors en pleine négociation diplomatique pour sceller une alliance cruciale avec une princesse française, et ce mariage imprévu ruinait des années d’efforts diplomatiques.
Mais Édouard, dans son arrogance et son aveuglement passionnel, n’en avait cure ; il était convaincu d’avoir enfin trouvé une femme qu’il ne pouvait pas simplement manipuler. Pourtant, l’ombre de l’illégalité planait déjà sur cette union. Des années auparavant, dans un moment d’égarement ou de séduction, Édouard aurait promis le mariage à une autre noble, Eleanor Butler. Selon le droit canonique strict de l’époque, une promesse de mariage formelle suivie d’une consommation charnelle constituait un contrat de mariage légalement contraignant aux yeux de l’Église.
Si Édouard avait effectivement eu des rapports avec Eleanor sous le sceau de cette promesse, son mariage ultérieur avec Élisabeth Woodville devenait techniquement bigame. Cette faille juridique allait avoir des conséquences dramatiques, car elle rendait tous les enfants nés de son union avec Élisabeth, y compris le futur héritier Édouard V, illégitimes par le sang.
Anche dopo aver fatto di Elisabetta la sua regina, Edoardo non abbandonò mai veramente i suoi modi libertini. La sua sete di conquista sembrava insaziabile. La sua amante più famosa fu senza dubbio Jane Shore, moglie di un ricco mercante londinese, per la quale sembra aver provato, per una volta, un affetto genuino che andava oltre il semplice desiderio fisico. Ma la lista non finiva qui; includeva Elisabetta Lucia e una moltitudine di altre donne, spesso dimenticate dagli annali della storia.
Lo scrittore Tommaso Moro raccontò che Edoardo amava vantarsi di avere tre concubine, ognuna delle quali eccelleva in un campo specifico: una era descritta come la più gioviale, che portava spensieratezza alle sue serate; la seconda era la più astuta, in grado di rivaleggiare con lui in arguzia; e la terza era soprannominata, con pungente ironia, la “prostituta più santa” dell’intero regno. Questo stile di vita fatto di eccessi costanti, banchetti infiniti e notti di dissolutezza finì per erodere la salute di questo gigante di re.
Edoardo IV morì prematuramente all’età di 40 anni nel 1483, lasciando dietro di sé un regno fragile e una successione contestata.
Tuttavia, la vera tragedia, quella che alcuni chiamano la maledizione di Edoardo, divenne evidente solo dopo la sua morte. Suo fratello, Riccardo, Duca di Gloucester, colse l’opportunità offerta dall’instabilità politica per prendere il potere. Riportando in auge lo scandalo del pre-contratto di matrimonio con Eleanor Butler, Riccardo riuscì a far dichiarare ufficialmente illegittimi i figli di Edoardo davanti al Parlamento. Il giovane Edoardo V, che aveva solo dodici anni, e il fratello minore furono catturati e imprigionati nell’oscura Torre di Londra, per non essere mai più visti vivi.
Questo mistero, quello dei “Principi nella Torre”, rimane uno dei più oscuri della storia inglese. Le scelte lussuriose e l’irresponsabilità emotiva di Edoardo IV avevano quindi fornito la perfetta giustificazione legale per l’eliminazione della sua stessa prole. La dinastia York, che aveva così faticosamente stabilito sui campi di battaglia, crollò in un caos fratricida, aprendo la strada all’ascesa dei Tudor nel 1485, dopo la caduta di Riccardo III a Bosworth.
Edoardo IV, nonostante il suo innegabile genio militare e la sua innegabile abilità politica, non fu in grado di controllare i propri istinti, e fu questa debolezza di carattere a consumare non solo la sua vita, ma anche il futuro della sua stirpe e la stabilità del suo regno. Il suo regno rimane un esempio lampante di come le passioni private di un sovrano possano dettare il tragico destino di un’intera nazione, dimostrando che persino il più nobile e potente dei re non può sfuggire alle ombre proiettate dai propri peccati.