
Il post-Sprint del GP di San Marino si è trasformato in un caso bollente: mentre Marc Márquez scivolava rovinosamente fuori gara dalla prima posizione, una parte della tifoseria legata a Valentino Rossi è stata vista applaudire la caduta. Un gesto che ha immediatamente scatenato polemiche, con il team manager Ducati Lenovo, Davide Tardozzi, che ha perso la pazienza e ha lanciato un’accusa durissima.Tardozzi, visibilmente colpito, ha definito il comportamento “inaccettabile” e ha chiesto apertamente il bando dei tifosi in questione dalle prossime gare. “Applaudire la caduta di un pilota supera ogni limite – ha tuonato –. Il motociclismo si fonda sul rispetto reciproco, anche tra rivali storici. Gioire per un incidente significa tradire lo spirito stesso del nostro sport.”Il duello tra le tifoserie di Márquez e Rossi non è certo nuovo. La rivalità esplosa nel 2015 continua a riaccendersi ogni volta che lo spagnolo domina in pista o quando sono coinvolti i giovani del vivaio VR46. Ma questa volta l’episodio ha assunto contorni più gravi: per Tardozzi, non è solo mancanza di stile, è un pericoloso precedente culturale. “Ogni caduta può avere conseguenze drammatiche – ha spiegato –. Applaudirla significa incoraggiare un clima tossico che mina il rispetto per i rischi che ogni pilota affronta a oltre 300 km/h.”

Non mancano però le voci critiche alla richiesta di Tardozzi. Alcuni osservatori sottolineano che un bando totale sarebbe difficilissimo da applicare: come distinguere chi ha applaudito da chi no? Come stabilire il confine tra il tifo acceso e la mancanza di rispetto? Altri temono che un provvedimento del genere alimenterebbe ulteriormente le spaccature tra fazioni già polarizzate, oltre a porre rischi di limitazione della libertà d’espressione.Secondo altri, servirebbero piuttosto messaggi chiari e campagne di sensibilizzazione: regole di comportamento ribadite dagli organizzatori, richiami al rispetto nei pre-show e appelli da parte degli stessi piloti potrebbero essere più efficaci di un’azione punitiva estrema. Non a caso, in passato, Márquez stesso ha risposto con freddezza e professionalità a fischi o cori ostili, senza mai alimentare la polemica.

Al momento, né MotoGP né Dorna hanno confermato che un bando ai tifosi di Rossi sia realmente sul tavolo. L’uscita di Tardozzi, tuttavia, ha acceso un dibattito che potrebbe segnare un punto di svolta: fino a che punto è lecito spingersi come pubblico, e dove finisce il confine tra passione e mancanza di rispetto?Quello che appare evidente è che il paddock, nel suo insieme, sente il bisogno di riflettere sulla cultura del tifo. La MotoGP vive di rivalità, emozioni forti e tradizioni, ma senza un rispetto condiviso per i rischi in pista, lo spettacolo rischia di degenerare. La caduta di Márquez a Misano e la reazione che ha suscitato aprono una domanda cruciale: fino a dove ci si può spingere nel nome del tifo?