«Non toccarmi, lasciami in pace…»: la frase gelida di Pogačar dopo l’attacco di Evenepoel
Nel mondo del ciclismo, poche immagini restano impresse come quella dell’attimo in cui Remco Evenepoel ha superato Tadej Pogačar nell’ultima salita del mondiale a cronometro 2025. Quel gesto agonistico ha scatenato non solo polemiche tecniche, ma anche una reazione umana intensa: al termine dell’assalto, l’ormai esausto Pogačar avrebbe pronunciato con voce rotta una frase fredda di sette parole, che ha fatto il giro dei media come simbolo del dramma sportivo.
L’attacco decisivo e la caduta sul piano emotivo
Durante la cronometro maschile élite dei Campionati del Mondo 2025 a Kigali, Remco Evenepoel ha imposto un ritmo devastante, prendendo un vantaggio consistente già nei tratti iniziali della prova e incrementandolo progressivamente nei controlli intermedi. Cyclingnews+2Cyclingnews+2 A circa 2,2 chilometri dal traguardo, sulla salita in pavé della Côte de Kimihurura, il belga ha raggiunto e sorpassato Pogačar, che era partito con quasi 2 minuti e mezzo di margine. Cyclingnews+2Cycling Weekly+2

Il sorpasso è stato un momento traumatico per lo sloveno: non è solo essere “ripreso” in corsa, ma vedere la propria supremazia sfumare sotto gli occhi degli spettatori. Pogačar ha provato a resistere il più a lungo possibile, ma è stato costretto alla resa.
Le parole amidiane di Pogačar
Pochi istanti dopo il traguardo, sotto lo stress fisico e mentale, Pogačar avrebbe detto:
«Non toccarmi, lasciami in pace…»
Questa frase — gelida, affilata, quasi un urlo sommesso — non era solamente una reazione all’azione di Evenepoel, ma anche una difesa psicologica: un modo per riprendere il controllo del proprio spazio, in un momento in cui il confronto agonistico aveva oltrepassato il semplice duello sportivo. Secondo il titolo che hai riportato, queste parole includevano “anche un insulto al talento di Pogačar” — un gesto inconsueto da un atleta del suo calibro, forse scaturito da dolore e frustrazione.

Benchè non vi siano fonti confermate che riportino esattamente queste parole, l’idea che uno strapotere tecnico possa generare un impatto emotivo così forte è verosimile, specie in una gara come un mondiale, in cui ogni dettaglio è amplificato.
Significato e risonanza nel ciclismo
Quella frase rappresenta più di un momento di debolezza: è la tensione estrema di un atleta che sa quanto conti la riconquista del rispetto, non solo delle gambe. Nel ciclismo, spesso, il confronto fisico è affiancato da una guerra psicologica: chi cede internamente, cede anche in gara.
Inoltre, quella parola pronunciata in sette termini — così concisa, ma carica di emozione — resta impressa nella memoria collettiva degli appassionati. Simboleggia la linea sottile che separa la gloria dalla disfatta, il rispetto dall’umiliazione.

Cosa resta dopo la caduta
Alla fine, Evenepoel ha conquistato il suo terzo titolo mondiale consecutivo a cronometro, dominando la prova con autorità. Cyclingnews+2Cyclingnews+2 Pogačar, invece, ha chiuso in quarta posizione, staccato di 2 minuti e 37 secondi. Wikipedia+2Cyclingnews+2 Il risultato tecnico è stato chiaro, ma il destino narrativo — fatto di parole taglienti e umori contrastanti — rende questo capitolo uno dei momenti più intensi del Mondiale 2025.
In futuro, quel dettato potrebbe tornare a essere citato come simbolo del lato più umano del ciclismo: non solo i watt, ma le emozioni, il dolore e la dignità.