
Il telescopio spaziale James Webb ha recentemente confermato l’esistenza di un oggetto interstellare denominato 3I/ATLAS, che sta attraversando il nostro sistema solare a una velocità impressionante. Questo visitatore cosmico, scoperto nel luglio 2025 dall’ATLAS, ha catturato l’attenzione mondiale per la sua traiettoria insolita e per le osservazioni dettagliate effettuate dal potente strumento infrarosso. Gli scienziati della NASA hanno monitorato attentamente il suo percorso, notando che passa vicino a Marte senza rappresentare una minaccia reale per il pianeta rosso o per la Terra.
La notizia ha generato un’ondata di speculazioni online, con titoli sensazionalistici che parlano di “modalità panico” alla NASA e di una “minaccia cosmica” diretta verso Marte. Tuttavia, le fonti ufficiali smentiscono categoricamente qualsiasi pericolo imminente. Il cometa interstellare 3I/ATLAS segue una traiettoria iperbolica, tipica degli oggetti provenienti da fuori il nostro sistema solare, e il suo passaggio ravvicinato a Marte è avvenuto nel ottobre 2025 a circa 29 milioni di chilometri di distanza.

Il James Webb Space Telescope ha osservato 3I/ATLAS il 6 agosto 2025 utilizzando lo strumento Near-Infrared Spectrograph, rivelando una chioma ricca di anidride carbonica, con tracce di monossido di carbonio, vapor d’acqua e ghiaccio. Queste composizioni chimiche sono insolite rispetto alle comete del nostro sistema solare, suggerendo un’origine in regioni lontane e fredde della galassia. Gli astronomi ritengono che tale abbondanza di CO2 indichi un’evoluzione primordiale, forse legata a dischi protoplanetari antichi.
Nonostante le affermazioni di traiettorie “strane” o velocità “sbagliate”, i calcoli orbitali precisi mostrano che 3I/ATLAS non è su rotta di collisione con Marte. Il suo perielio, il punto più vicino al Sole, si è verificato il 30 ottobre 2025 a circa 1,4 unità astronomiche, appena all’interno dell’orbita marziana. Successivamente, l’oggetto ha proseguito verso l’esterno, passando vicino a Venere e dirigendosi verso Giove nel marzo 2026.
Le osservazioni multiple da parte di Hubble, SPHEREx e sonde marziane come ExoMars Trace Gas Orbiter hanno confermato la natura cometaria di 3I/ATLAS. Non si tratta di un asteroide o di una sonda aliena, come ipotizzato in alcuni forum, ma di una cometa con un nucleo probabilmente inferiore a un chilometro di diametro. La sua attività è stata monitorata durante il passaggio vicino al Sole, quando ha espulso gas e polveri formando una coda visibile.
Il dibattito scientifico si concentra sulle implicazioni per la difesa planetaria. Il passaggio di 3I/ATLAS ha rappresentato un esercizio prezioso per testare i protocolli di monitoraggio di oggetti in avvicinamento. Agenzie come ESA e NASA hanno migliorato le predizioni orbitali utilizzando dati da orbiter marziani, riducendo l’incertezza sulla posizione futura del cometa.
Alcuni titoli clickbait suggeriscono riunioni di emergenza notturne e dati “sensibili” nascosti, ma le pubblicazioni ufficiali della NASA sottolineano la trasparenza. Ogni nuova immagine e spettro è stato condiviso con la comunità scientifica, inclusi preprint e articoli peer-reviewed. Il James Webb ha contribuito a rilevare emissioni di cianuro e vapori di nichel, simili a quelli osservati in comete locali.

La velocità elevata di 3I/ATLAS, superiore ai 58 km/s, conferma la sua origine interstellare. A differenza delle comete legate gravitazionalmente al Sole, questo oggetto non tornerà mai indietro. Dopo aver sfiorato Giove, si dirigerà verso la nube di Oort e oltre, raggiungendo lo spazio interstellare profondo in migliaia di anni.
Le speculazioni su un “minaccia cosmica” derivano spesso da fraintendimenti di termini tecnici. La traiettoria precisa ha permesso calcoli accurati, escludendo impatti. Marte non era “nel mirino”, ma semplicemente lungo il percorso naturale dell’oggetto. Gli scienziati hanno ricalcolato le orbite per raffinare i modelli, non per allarme.
Il telescopio James Webb, con la sua capacità di osservare nell’infrarosso, ha rivelato dettagli impossibili da terra a causa dell’atmosfera. La chioma asimmetrica e le emissioni gassose indicano un’attività termica irregolare, forse dovuta a rotazione o composizione eterogenea del nucleo. Questi dati arricchiscono la conoscenza sugli oggetti primordiali.
Molti esperti sottolineano che 3I/ATLAS è un’opportunità unica per studiare materiale extrasolare. Proveniente forse dalla costellazione del Sagittario, porta informazioni su chimica stellare lontana. La sua composizione CO2-dominante suggerisce formazione in zone fredde, lontane da stelle attive.
Le sonde su Marte hanno catturato immagini dirette durante il flyby di ottobre 2025. Queste osservazioni hanno migliorato la comprensione della coma vista da angolazioni diverse rispetto alla Terra. La discrepanza iniziale in luminosità è stata attribuita a effetti geometrici e non a anomalie.
Nonostante il clamore mediatico, la NASA ha mantenuto un tono calmo e fattuale. Nessun comunicato ufficiale parla di “panico” o “minaccia imminente”. Al contrario, le agenzie celebrano il successo nella tracciatura di un raro visitatore interstellare.
Il terzo oggetto interstellare confermato dopo ‘Oumuamua e Borisov, 3I/ATLAS dimostra quanto sia comune il passaggio di tali corpi nel nostro vicinato cosmico. Con telescopi sempre più potenti, futuri rilevamenti diventeranno routine.
Le domande su perché non sia stato discusso prima derivano dalla rapidità della scoperta. Identificato a luglio 2025, è stato osservato intensamente nei mesi successivi. Il James Webb ha atteso il momento ottimale per le osservazioni, massimizzando i dati scientifici.

Alcuni ipotizzano conseguenze “oltre Marte”, ma senza basi fattuali. Un impatto ipotetico su Marte causerebbe crateri e perturbazioni atmosferiche locali, ma non eventi catastrofici globali nel sistema solare. Fortunatamente, la distanza di sicurezza lo esclude.
Il silenzio apparente di alcuni scienziati deriva da protocolli accademici, non da censura. Le simulazioni riviste servono a perfezionare modelli orbitali, non a nascondere pericoli. La scienza procede con cautela e verifica.
Oggi, 3I/ATLAS continua il suo viaggio outbound, diventando sempre più debole. Le ultime osservazioni del 2026 lo mostrano a magnitudine 16, visibile solo con telescopi potenti. Il suo lascito è scientifico: una finestra su altri sistemi stellari.
In conclusione, il James Webb ha confermato la natura affascinante di 3I/ATLAS, non una minaccia. La storia di “panico” è esagerata da fonti non attendibili. La vera eccitazione sta nella scoperta e nello studio di un messaggero cosmico raro e prezioso per l’umanità.