Il paddock della MotoGP è in fiamme per le polemiche in seguito alla drammatica conclusione del Gran Premio di San Marino 2025 al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Marc Márquez, otto volte campione del mondo in sella al Ducati Lenovo Team, si è assicurato una vittoria sbalorditiva, tagliando il traguardo con 2,3 secondi di vantaggio sul suo più diretto rivale, Jorge Martín del Pramac Racing. Questa vittoria ha segnato il quarto trionfo consecutivo di Márquez in questa stagione e ha consolidato il suo vantaggio in classifica con 275 punti. Tuttavia, i festeggiamenti sono durati poco, poiché all’interno della stessa Ducati sono esplose accuse di gioco scorretto. Marco Bezzecchi, pilota del VR46 Racing Team e connazionale, ha espresso la sua indignazione in un’intervista post-gara diventata virale, chiedendo un’indagine immediata e approfondita da parte della Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM) sulla Ducati Desmosedici GP25 di Márquez.

Bezzecchi, che ha concluso con un frustrante quinto posto dopo aver lottato con problemi di maneggevolezza per tutto il weekend, non ha usato mezzi termini. “Non può vincere per sempre”, ha dichiarato, con voce intrisa di frustrazione e rabbia, mentre le telecamere catturavano l’acceso scambio di battute del ventiseienne con i giornalisti. Bezzecchi, ex pilota sul podio e fedele sostenitore della Ducati fin dal suo debutto nel 2021, ha affermato che la moto di Márquez presentava caratteristiche prestazionali innaturali, in particolare nel reparto motore. “Corro con queste moto da anni. Qualcosa non torna. L’accelerazione in uscita di curva, la velocità massima sui rettilinei… non è normale. Abbiamo bisogno che la FIM controlli quel motore. Questa puzza di frode”, ha insistito, indicando i dati della telemetria della sua GP25 che mostravano discrepanze nell’erogazione di potenza rispetto all’assetto di Márquez.
Le accuse derivano da un fine settimana tormentato da voci di irregolarità tecniche. Durante le sessioni di prove libere di venerdì, la moto di Márquez ha fatto registrare tempi sul giro che hanno abbassato di quasi mezzo secondo il record del circuito, suscitando sconcerto tra i concorrenti. I team satellite Ducati, tra cui VR46 e Pramac, si affidano da tempo alla rinomata ingegneria della Desmosedici, ma le recenti modifiche all’omologazione per la stagione 2025 hanno introdotto nuove mappature del carburante e nuove normative sugli scarichi volte a livellare il campo di gioco. Bezzecchi ha affermato che il team di Márquez potrebbe aver sfruttato una falla nelle specifiche del motore, potenzialmente manomettendo la centralina elettronica (ECU) per aumentare la potenza oltre il limite consentito di 300 CV. “Non si tratta solo di vincere; si tratta di correttezza. Se bara, mina tutto ciò per cui abbiamo lavorato”, ha aggiunto Bezzecchi, i cui commenti riecheggiano i sentimenti di altri piloti come Fabio Quartararo della Yamaha, che ha annuito in segno di assenso durante la conferenza stampa post-gara.

Márquez, da professionista composto e sempre composto, ha respinto le accuse con un misto di divertimento e sfida. Nell’intervista da vincitore, lo spagnolo, tornato in Ducati nel 2024 dopo un periodo tumultuoso in Honda, ha riso della situazione. “Marco è arrabbiato perché non è salito sul podio oggi. Capisco: correre è emozionante. Ma la mia moto è pulita. Ducati costruisce le moto migliori e abbiamo seguito ogni regola alla lettera. Lasciamo che la FIM indaghi; non troveranno nulla”, ha detto, attribuendo il suo successo alla gestione degli pneumatici e alle precise regolazioni dell’assetto per il difficile tracciato di Misano. Il giro d’onore di Márquez è stato accolto da un fragoroso applauso da parte del pubblico prevalentemente italiano, ma dietro le quinte la tensione covava. Il direttore generale di Ducati Corse, Davide Tardozzi, ha difeso il suo pilota, definendo lo sfogo di Bezzecchi “poco professionale” e sollecitando l’unità all’interno del marchio. “Siamo tutti una famiglia Ducati. Accuse come questa danneggiano la squadra”, ha dichiarato Tardozzi.
La FIM ha risposto rapidamente alla richiesta di Bezzecchi, annunciando il 15 settembre 2025 che la moto di Márquez sarebbe stata sottoposta a un controllo tecnico immediato presso la sede centrale di Bologna. I sigilli sui componenti del motore saranno rimossi sotto supervisione, con campioni di carburante e registri della centralina analizzati per eventuali anomalie. Non è la prima volta che la MotoGP si trova ad affrontare scandali di tipo doping; ricorda lo scandalo dei freni del 2015 che ha coinvolto costruttori lungimiranti e la controversia sulla mappatura del motore Yamaha del 2022. Gli esperti ritengono che se la frode venisse scoperta, Márquez potrebbe essere squalificato dalla gara, perdendo 25 punti e aprendo la porta a Martín per ridurre il distacco in campionato a soli 18 punti.

La mossa audace di Bezzecchi ha polarizzato la comunità della MotoGP. I tifosi lo acclamano come un informatore che si oppone all'”invincibile” Márquez, la cui storia di ritorno da un infortunio al braccio che ha quasi messo fine alla sua carriera nel 2020 ha affascinato i fan di tutto il mondo. I critici, tuttavia, lo accusano di invidia, sottolineando la sua stagione incostante, rovinata da incidenti e problemi di setup. Valentino Rossi, mentore di Bezzecchi e nove volte campione del mondo che ha fondato VR46, è intervenuto sui social media, twittando: “Bisogna porsi delle domande, ma aspettiamo i fatti. La MotoGP prospera sulla competizione, non sulla cospirazione”. La leggenda italiana, che nutre una storica rivalità con Márquez che risale al 2015, non ha aderito alle affermazioni, ma ha sottolineato l’importanza della trasparenza.
Mentre l’inchiesta prosegue, il paddock si dirige verso il Gran Premio di Aragon il prossimo fine settimana, dove l’attenzione sarà serrata. Márquez rimane ottimista, concentrandosi sull’affidabilità della sua moto piuttosto che sui drammi. “Ho già vinto in modo leale e onesto, e lo farò di nuovo”, ha promesso. Bezzecchi, nel frattempo, ha ottenuto il sostegno di connazionali come Francesco Bagnaia, che ha accennato sottilmente a “irregolarità” in un messaggio radio della squadra durante la gara. Il dominio della Ducati – che ha conquistato sette degli ultimi dieci titoli costruttori – è da tempo motivo di contesa, ma conflitti interni come questo minacciano di incrinare l’aura di invincibilità del gigante italiano.
Questa saga sottolinea l’alta posta in gioco della MotoGP, dove i millesimi di secondo separano gli eroi dai cattivi. Con la finale di stagione che incombe a Valencia, ogni punto conta, e il grido di Bezzecchi “Non può vincere per sempre” risuona come un appello per gli sfavoriti. Che porti a giustizia o solo a più titoli sui giornali, una cosa è chiara: il campionato 2025 è tutt’altro che deciso, e la fiducia nei guardiani di questo sport non è mai stata così messa a dura prova.