NOTIZIA: 1 febbraio 2026: Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, ha dichiarato: “Ecco perché è innocente”.

Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, indagato per l’omicidio volontario, ha reso dichiarazioni spontanee per ben 9 ore davanti al magistrato inquirente. Non voglio >> il papà di Alberto cosa ha da dire? >> Cosa deve dire Alberto? Come sta? Lo vedete anche voi. Lo vedete anche voi. Come sta? Non mi scherzare in >> una situazione del genere.
Purtroppo purtroppo è accaduto a noi, ma potrebbe accadere più. >> Non mi schiacciate, dai. Adesso basta. >> Alberto deve essere dura. Non puoi neanche capirlo, dai. >> Benvenuto, avvocato. So che >> Grazie. Lei ho fatto una forzatura un po’ perché lei non ama >> no, >> comparire in televisione, però credo che dopo questo percorso che abbiamo fatto sia anche importante entrare nell’Alberto Stasi uomo.
Allora, quelle immagini lei secondo me non le ha viste perché allora aveva 23 anni, credo fosse addirittura in vacanza col suo fidanzato, no? >> Sì, ero in vacanza all’estero, a Cipro ero. >> Eh, però quelle immagini fermano un po’ l’Italia. Perché come sa molto ha passione per la cronaca nera e quella quelle ore passate da Alberto Stasi sotto Torchio, no? Perché era sicuramente individuato come il possibile assassino di Chiara Poggi.
Era il primo momento, quindi per lei passano così. Io non ho mai seguito in realtà la cronaca nera e tantomeno il questa vicenda, diciamo, di Garlasco. Ricordo vagamente, ho qualche flash di qualche immagine. Naturalmente, probabilmente era dappertutto, però ero molto concentrata su sul mio percorso universitario, quindi non >> Ecco, lei aveva 22-23 anni, era molto giovane, quindi mai si sarebbe immaginata un domani di diventare l’ancora di salvezza di Alberto Stasi, no? A quello che è stato in tutti questi anni. Beh, insomma, se siamo qui oggi è
perché lei non ha mai abdicato a cercare un’altra verità. Io non voglio sapere se giusta o non giusta, però senza di lei forse non saremmo qua oggi ancora a parlarne. >> Ma sicuramente è stato il lavoro, diciamo, di di tante persone, non non solo il mio. Eh >> beh, lei c messo molta anima, però eh >> ci ha messo molta anima.
>> Sì. Beh, diciamo che quando fai un percorso di studi, almeno io personalmente quando sono uscita dall’università avevo la testa piena di ideali, no? la giustizia, i principi e quindi, diciamo, il primo shock spesso è quello di scontrarsi con una realtà diversa. Quando però, diciamo, ti rendi conto che questo incide poi sulla vita delle persone, sulla carne delle persone, no? E e nel caso di Stasi, diciamo, ha inciso parecchio.
Io credo che sia anche un po’ una questione, come dire, di coerenza rispetto a quello che tu senti, no? Anche per il ruolo che hai, perché interroganto, la gente che ci sta seguendo dice, ma insomma 23 anni non le importava granché della cronaca nera. Mh. >> Adesso Giletti

Cioè, a un certo punto l’avvocato Bellari, da giovane praticante come tanti avvocati, entra in uno degli studi più importanti eh di avvocati e il professor Giarda, molto famoso, molto importante, che seguiva il caso di Alberto Stasi, però lei è una praticante, quindi non è che si può mettere al servizio di di Giarda su questo caso, ma vede la prima volta Stasi, anche se vogliamo in un modo un po’ non bellissimo, non Me fa una gran emozione.
>> No, no, l’ho già detto, l’ho già detto più di una volta. premesso che non seguivo il suo caso, quindi non sapevo niente, sapevo che era stato assolto, ma non avevo seguito assolutamente nulla di concreto. E quindi, chiaramente, quando ho iniziato a fare la pratica dal professor Giarda, che per me è stato un grandissimo punto di riferimento, la persona a cui devo tutto quello che so e che insomma è un po’ un modello per me, eh l’ho conosciuto il primo giorno di pratica e di fatto, diciamo, Stasi non non è non ha una grandissima
empatia, diciamo così, non è particolarmente simpatic salutata. Ma eh no, in realtà no, non ha salutato, ma ci hanno presentato e lui deve aver risposto qualcosa del tipo “Vabbè, ma tanto sai chi sono io” e quindi diciamo di primo acchito non era la persona più importante. Non >> è molto empatico.
non era molto empatico con lei all’inizio >> e diciamo che poi conoscendolo dopo in quel momento questa è stata l’impressione che mi ha fatto di una persona, diciamo, non molto empatica e non molto simpatica, devo devo essere sincera. Poi a posteriori dico, vabbè, conoscendolo in realtà ha sempre un atteggiamento un po’ di distacco e di diffidenza, no? Cioè quell’immagine che noi abbiamo visto, quel suo modo di essere un po’ distaccato freddo, veniva chiamato il ragazzo dagli occhi di ghiaccio. Sì.
>> Secondo lei hanno pesato poi nella valutazione globale? >> Sì, assolutamente sì. Credo che comunque eh diciamo la anche il procedimento necessitasse in un certo senso di creare intorno un personaggio che fosse calzante rispetto anche al reato che gli veniva contestato, no? e quindisceglievano sempre fotografie, non so, dopo il durante il funerale o dopo 17 ore di interrogatorio con gli occhi rossi, facevano questi primi piani molto efficaci, diciamo, per insomma che lo vedevi sembrava effettivamente un mostro, no? Questa è stata la
raffigurazione che per tantissimi anni si è portata dietro. Allora, io arrivo a un punto importante. All’inizio, come avete sentito, non c’era un rapporto con l’avvocato Boccellari, un ah ricercatrice doveva fare determinati compiti, non aveva nulla a che fare, se ne occupava il professor Giarda, però c’era a un certo punto il destino vuole che lei se ne occupi perché oltre alla questione dell’omicidio di Chiara c’era un altro filone. Sì, sì.
Perché come ormai sapete eh Alberto Stavzi guardava, aveva questa passione per la pornografia adulta, ma c’è un filone perché viene accusato anche all’inizio di vedere immagini di pedopornografia e chi se ne occupa è lei e così diciamo, non solo lei, ma lei inizia il rapporto così. >> Io non ero neanche avvocato, quindi sono che me ne occupassi io, però Esatto. Sì.
No, eh mi era stata data da fare, come a tutti i praticanti, credo, in tutti gli studi d’Italia, una ricerca semplicemente, quindi e riguardava quel filone che era un filone, diciamo, apparentemente secondario, in realtà credo che lo abbia fatto soffrire tantissimo eh il filone collaterale, diciamo così, no? E quindi mi viene chiesto di fare questa ricerca, diciamo, molto giuridica su un’eccezione che stavano valutando di sollevare.
Quindi, ma era passato, credo, già più di un anno da quando >> Ma lui le parlava, le raccontava o era sempre stava sempre così? >> No, no, non ha mai, almeno a me non ha mai raccontato assolutamente niente. Per un anno credo non mi abbia neanche rivolto la parola. Allora, questo è il quadro di un ragazzo >> che è un po’ particolare, probabilmente nei rapporti personali e su questo modo di essere credo anch’io abbia pesato, ma scopriremo poi altro.
Ma torniamo però adesso, entriamo al giorno del delitto perché è uno dei punti che ha fatto molto più discutere. Poi lei diventa avvocato, a quel punto segue la questione in distasi più da vicino. Il punto che fa discutere subito, che mette fa aprire dei punti interrogativi nel modo di raccontare, di pensare anche del molta gente che dice io avrei fatto diversamente da quello che fa Stasi e la telefonata al 118.