Una notizia toccante ha scosso il mondo del ciclismo internazionale: Walter Godefroot, leggenda belga del pedale e figura storica della squadra Team Telekom, ha compiuto un atto di profonda umanità verso la famiglia di Wout van Aert, dopo la triste notizia della sua scomparsa all’età di 82 anni a causa del morbo di Parkinson.
Il gesto di Godefroot, descritto dai media come una vera e propria “azione dal cuore d’oro”, ha suscitato emozione e rispetto tra appassionati e sportivi. Dopo aver appreso della morte di Van Aert, Godefroot avrebbe deciso di sostenere la famiglia del campione con un contributo personale significativo, non solo economico, ma anche umano. Fonti vicine all’ex dirigente avrebbero confermato che Walter ha offerto assistenza alla famiglia per coprire parte delle spese mediche e organizzative legate alla lunga malattia del corridore, oltre ad avviare una raccolta fondi in sua memoria.
Il mondo del ciclismo conosce bene il valore di entrambi: Walter Godefroot, vincitore della Parigi-Roubaix del 1969 e del Giro delle Fiandre del 1968, è sempre stato considerato un uomo di disciplina, rigore e rispetto per gli avversari. Dall’altra parte, Wout van Aert ha rappresentato per anni l’eccellenza del ciclismo moderno, distinguendosi per la sua versatilità e dedizione, capace di vincere su strada, nel ciclocross e nelle classiche monumento.
La notizia della morte di Van Aert ha colpito profondamente i fan in Belgio e nel resto del mondo. Sui social, centinaia di messaggi di cordoglio sono stati accompagnati da parole di ammirazione per il gesto di Godefroot. “Non ha solo corso da campione, ha vissuto da uomo vero”, ha scritto un utente su X (ex Twitter), riassumendo il sentimento comune di gratitudine verso due figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del ciclismo.
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