“È SOLO UN GIOCATORE DI TENNIS DI BASSO LIVELLO”. Questo è ciò che ha detto Karoline Leavitt, pochi secondi prima che lo studio tremasse come un terremoto televisivo e Jannik Sinner rispondesse con una sola battuta che la paralizzò in diretta.

Un terremoto mediatico ha scosso il mondo dello sport e della politica: durante un’intervista in diretta su un network americano, Karoline Leavitt, 26 anni, portavoce della Casa Bianca e figura controversa del panorama repubblicano, ha lanciato un attacco frontale contro Jannik Sinner, il numero 1 del tennis mondiale. Leavitt, nota per i suoi commenti accesi su temi sportivi – come quelli sul presidente Trump agli US Open – ha definito Sinner “solo un giocatore di tennis di basso livello”, insinuando che la sua fama sia gonfiata da favoritismi mediatici. “È solo un giocatore di tennis di basso livello”, ha detto, ridendo, “forse perché è italiano e i media lo pompano per vendere storie”.

Lo studio, durante il programma dedicato al tennis internazionale, è piombato nel silenzio. Sinner, invitato come ospite per discutere del suo ritiro allo Shanghai Masters 2025 a causa di crampi severi, non ha reagito immediatamente. Ha sorriso educatamente, ha preso un respiro profondo, ha aspettato. Ma quando Leavitt ha continuato, aggiungendo: “Questi europei pensano di dominare, ma è solo hype, non talento vero”, tutto è cambiato.

Con calma glaciale, Sinner ha preso il microfono e ha risposto con una battuta tagliente: “Basso livello? Io sono numero 1 al mondo. E lei… è chi, esattamente?”. Dodici parole che hanno paralizzato Leavitt in diretta. Lo studio è esploso in un “terremoto televisivo”: applausi dal pubblico, reazioni scioccate dai conduttori, e Leavitt visibilmente impallidita, balbettando una replica confusa. Il video è diventato virale in pochi minuti, con milioni di visualizzazioni e commenti che lodano la classe di Sinner.

I social sono impazziti: tifosi italiani hanno lanciato #SinnerKing, mentre critici accusano Leavitt di xenofobia, ricordando le sue passate controversie su atleti come Novak Djokovic. Sinner, reduce da accuse di fingere infortuni a Shanghai e dal dibattito sul calendario ATP, ha trasformato l’insulto in un momento di trionfo personale. “Non rispondo all’odio con odio”, ha detto poi Sinner in un post, “ma con fatti”.
Leavitt, che ha elogiato Trump per eventi sportivi, ora affronta backlash: petizioni chiedono le sue dimissioni, e l’ATP indaga su possibili violazioni etiche. Questo scontro evidenzia le tensioni tra politica e sport, lasciando il mondo del tennis con un nuovo eroe: Sinner, che con una battuta ha zittito l’arroganza.