Il mondo del ciclismo è stato scosso da parole forti e cariche di emozione pronunciate da una vera leggenda: Joop Zoetemelk, vincitore del Tour de France 1980, è intervenuto pubblicamente in difesa del campione sloveno Tadej Pogačar. Dopo le pesanti critiche ricevute dal due volte vincitore del Tour durante Il Lombardia 2025, Zoetemelk ha dichiarato: “Toccarlo è come toccare me. Questo è un campo di battaglia per eroi dello sport, non per parole volgari o oscuri complotti.”

La dichiarazione, diffusa ai media olandesi e rapidamente diventata virale sui social, ha riacceso il dibattito sull’etica nel ciclismo moderno. Molti fan si sono schierati con Pogačar, applaudendo il suo atteggiamento silenzioso e rispettoso di fronte alle accuse di presunto valsspel (imbroglio o doping). Quando, pochi minuti dopo le parole di Zoetemelk, il campione sloveno ha risposto con un semplice sorriso, lo stadio è esploso in un’ovazione che sembrava voler lavare via ogni dubbio.
Un simbolo di rispetto tra generazioni
Zoetemelk, oggi 79enne, rappresenta una generazione di corridori che hanno costruito il mito del ciclismo con fatica, silenzio e dignità. Il suo intervento a favore di Pogačar non è stato solo un gesto umano, ma anche un segnale di continuità: il rispetto tra chi ha scritto la storia e chi la sta scrivendo oggi.

“È troppo facile distruggere un atleta con sospetti e voci,” ha aggiunto Zoetemelk. “Pogačar corre con passione e intelligenza, e fino a prova contraria, resta un esempio di talento e dedizione.”
Queste parole hanno risuonato come un manifesto per un ciclismo che cerca di ritrovare la propria anima, troppo spesso oscurata da scandali e polemiche.
Il Lombardia 2025: la gara della tempesta
L’edizione 2025 de Il Lombardia resterà una delle più discusse degli ultimi anni. Dopo una prestazione dominante di Pogačar sulle salite finali, alcuni commentatori e avversari hanno sollevato dubbi sulla regolarità della sua corsa. Tuttavia, nessuna prova concreta è emersa, e le accuse si sono rivelate solo speculazioni.

La risposta della folla, che ha applaudito senza sosta il campione sloveno, ha dimostrato quanto il pubblico ami Pogačar per il suo stile pulito e la sua forza mentale. Il sorriso del corridore al traguardo, rivolto verso le tribune, è diventato un simbolo virale di resilienza.
Ciclismo tra gloria e sospetto
L’intervento di Zoetemelk riapre una riflessione più ampia: il ciclismo può mai liberarsi completamente dal sospetto? Forse no, ma finché esisteranno voci come quella del campione olandese, ci sarà sempre spazio per la speranza e per l’onore sportivo.