Dopo il mortale incendio di Crans-Montana, i genitori di Cyane P. hanno negato categoricamente e pubblicamente le accuse di uno stretto rapporto personale tra la figlia e la famiglia Moretti.

Tramite il loro avvocato, i genitori hanno categoricamente respinto le affermazioni che suggerivano una “stretta relazione” con la famiglia Moretti. La loro dichiarazione contraddice direttamente le precedenti dichiarazioni di Jessica Moretti, che aveva descritto Cyane come “una sorellina” per lei.
Secondo la famiglia di Cyane, tali caratterizzazioni sono imprecise e fuorvianti.
Una relazione descritta come strettamente professionale

I genitori insistono sul fatto che tutte le interazioni tra Cyane e i membri della famiglia Moretti erano di natura strettamente professionale. Hanno sottolineato che non vi era alcuna familiarità informale, alcun legame personale e nessun uso di nomi propri o forme informali di appellativo.
Hanno inoltre affermato che questa distanza professionale è rimasta invariata anche il giorno della tragedia, sottolineando la loro posizione secondo cui il ruolo di Cyane era quello di un dipendente e non di una confidente della famiglia.
Dichiarazioni pubbliche contraddittorie
Le dichiarazioni della famiglia sono in netto contrasto con i commenti pubblici di Jessica Moretti dopo l’incendio. Mentre Moretti descrive un rapporto caratterizzato da una forte vicinanza emotiva, i genitori di Cyane sostengono che tali dichiarazioni non riflettono l’esperienza della figlia.

Tramite il loro avvocato, hanno sottolineato che le narrazioni pubbliche non dovrebbero sostituire la realtà dei fatti, soprattutto in un caso che riguarda la morte di una giovane donna.
Accuse di esaurimento estremo
Oltre alla natura del rapporto, i genitori hanno espresso serie preoccupazioni circa le condizioni di lavoro della figlia. Hanno descritto Cyane come in uno stato di estremo esaurimento fisico e mentale nel periodo precedente l’incendio.
Secondo il loro racconto, Cyane lavorava regolarmente per lunghe giornate consecutive, iniziando a Senso e continuando fino a tarda notte a Constellation, spesso fino all’alba.
rivendicazioni di sfruttamento

I genitori hanno affermato che la figlia si sentiva sfruttata dal carico di lavoro incessante. Hanno descritto uno schema di “giornate infinite” che le lasciava poco tempo per riposare o riprendersi, contribuendo così al deterioramento delle sue condizioni fisiche.
Sebbene non abbiano mosso accuse legali dirette, le dichiarazioni della famiglia lasciano intendere che fossero profondamente preoccupati per le pratiche di lavoro e le pressioni esercitate sui giovani lavoratori nel settore dell’ospitalità.
Una famiglia che cerca chiarezza, non confronto
Tramite il loro avvocato, i genitori di Cyane hanno dichiarato che la loro intenzione non era quella di alimentare le tensioni, ma di correggere quella che considerano una rappresentazione pubblica distorta della vita e delle relazioni professionali della figlia.

Hanno sottolineato che per onorare la memoria di Cyane è necessario essere onesti riguardo alla sua situazione, comprese le richieste che le sono state rivolte nei giorni precedenti l’incendio.
Continuano le indagini sugli incendi
Le autorità non hanno pubblicamente collegato le dichiarazioni dei genitori alla causa ufficiale dell’incendio. L’indagine sull’incendio di Crans-Montana è in corso e molti aspetti sono ancora in fase di esame.
Tuttavia, la testimonianza della famiglia aggiunge un’altra dimensione alla tragedia, richiamando l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sul costo umano dell’incidente.

Una storia sotto sorveglianza
Sebbene l’attenzione pubblica resti concentrata su questo caso, i resoconti contrastanti riguardanti il ​​rapporto di Cyane con i suoi datori di lavoro sottolineano la complessità della situazione.
Per i suoi genitori la priorità resta chiara: garantire che la figlia venga ricordata fedelmente, non con frasi di conforto, ma con la realtà che ha vissuto.