Sviluppo scioccante alle Maldive: il corpo di un sesto sub è stato ritrovato all’interno della grotta dove morirono 5 turisti italiani – si ritiene fosse il misterioso uomo scomparso dall’immersione fatale

Le autorità affermano che si ritiene che la vittima appena scoperta sia un subacqueo maschio che potrebbe essere entrato nella grotta separatamente prima di rimanere intrappolato, disorientato e infine morire sotto la superficie.

La scioccante scoperta ha intensificato un’indagine internazionale già massiccia e ha sollevato nuove terrificanti domande su ciò che stava realmente accadendo all’interno della rete di grotte sottomarine nascoste sotto una delle destinazioni turistiche più famose del mondo.

Per giorni le autorità hanno creduto che il disastro avesse coinvolto solo cinque vittime.

Ora, gli investigatori temono che all’interno del sistema di grotte potrebbe esserci stata molta più attività di quanto si pensasse originariamente.

Secondo quanto riferito, il sesto corpo è stato ritrovato durante una missione di recupero estesa condotta da una società di salvataggio privata specializzata assunta per assistere le autorità maldiviane dopo che l’operazione iniziale era diventata troppo pericolosa per le normali squadre di sub.

Secondo i primi rapporti, il corpo è stato scoperto intrappolato all’interno di uno stretto corridoio roccioso a circa 200 piedi sotto la superficie, a una profondità superiore al limite legale delle immersioni ricreative per i turisti alle Maldive.

Da allora l’identità della vittima è stata confermata come un maschio adulto, anche se le autorità non hanno ancora rilasciato pubblicamente il suo nome completo in attesa della notifica ai familiari.

Gli investigatori stanno ora cercando di determinare una questione fondamentale:

Quest’uomo era collegato al gruppo originale di cinque subacquei italiani o era qualcun altro?

Scoperta nel profondo della grotta

La compagnia di soccorso coinvolta nell’operazione ha descritto la scoperta come “inaspettata e profondamente inquietante”.

Secondo i subacquei che hanno partecipato alle ricerche, il corpo si trovava in una sezione isolata del sistema di grotte che non era stata completamente esplorata durante i primi tentativi di recupero.

Secondo quanto riferito, l’area conteneva passaggi sottomarini estremamente stretti, formazioni rocciose taglienti e visibilità pericolosamente bassa.

“Era nascosto molto più in profondità di quanto chiunque si aspettasse”, ha spiegato un sommozzatore.

Per raggiungere il luogo in sicurezza erano necessarie attrezzature specializzate.

I soccorritori sono stati costretti a navigare attraverso tortuosi tunnel sottomarini trasportando ulteriori bombole di ossigeno, linee guida e sistemi di illuminazione di emergenza.

In alcuni punti della missione, secondo quanto riferito, i subacquei avevano meno di mezzo metro di spazio tra la loro attrezzatura e le pareti della grotta.

Le condizioni sono diventate ancora più pericolose a causa dei sedimenti sciolti che ricoprivano il pavimento della grotta.

Qualsiasi movimento improvviso potrebbe innescare un “limo”, causando la scomparsa completa della visibilità in pochi secondi.

Diversi sommozzatori in seguito descrissero l’ambiente come “claustrofobico”, “disorientante” e “terrificante anche per i professionisti”.

Era lui la guida mancante?

Quasi subito dopo l’annuncio della scoperta, online è esplosa la speculazione secondo cui la sesta vittima potrebbe essere la misteriosa guida maschile che, secondo i testimoni, aveva guidato il gruppo italiano prima dell’immersione fatale.

Diversi turisti avevano precedentemente riferito di aver visto un uomo preparare l’attrezzatura subacquea tecnica con il gruppo poco prima di entrare in acqua.

Le autorità in seguito ammisero che stavano cercando un maschio non identificato che si ritiene possedesse una vasta conoscenza del sistema di grotte.

Ora molti credono che il corpo appena recuperato possa appartenere a quello stesso individuo.

Gli investigatori non hanno confermato ufficialmente la teoria, ma diverse fonti vicine al caso affermano che le prove vanno sempre più in quella direzione.

Tra gli oggetti secondo quanto riferito trovati vicino al corpo c’erano:

strumenti subacquei avanzati, mulinelli per la navigazione in grotta, attrezzatura di decompressione specializzata e contrassegni che si ritiene indichino una certificazione tecnica per l’immersione in grotta.

Tale attrezzatura sarebbe molto insolita per un normale subacqueo turistico.

“Si trattava chiaramente di qualcuno con esperienza”, ha commentato un esperto subacqueo dopo aver esaminato le descrizioni preliminari dell’attrezzatura recuperata.

Se confermata, la scoperta potrebbe cambiare radicalmente l’intera comprensione della tragedia.

Finora le autorità si erano concentrate principalmente sulla violazione delle norme di sicurezza da parte dei cinque subacquei italiani.

Ma se la sesta vittima avesse effettivamente agito come guida o organizzatrice, gli investigatori potrebbero iniziare a considerare l’incidente come un’operazione illegale di immersione tecnica condotta al di fuori della supervisione ufficiale.

Le ultime ore prima del disastro

Le autorità stanno ora ricostruendo cosa potrebbe essere accaduto durante le ultime ore trascorse sott’acqua dal gruppo.

I dati recuperati dai computer subacquei suggeriscono che all’interno della grotta si sono verificati più schemi di discesa in un periodo di tempo relativamente breve.

Ciò ha portato gli investigatori a sospettare che diversi subacquei possano essere entrati e usciti da sezioni della grotta in modo indipendente prima che le comunicazioni e la visibilità crollassero completamente.

Una teoria suggerisce che il sesto subacqueo abbia tentato di aiutare gli altri dopo aver realizzato che il gruppo era rimasto intrappolato.

Un’altra possibilità è ancora più agghiacciante: potrebbe essere stata la prima persona a perdersi all’interno della grotta, scatenando il panico tra i subacquei rimasti.

A profondità prossime ai 200 piedi, l’ambiente diventa estremamente spietato.

Il consumo di ossigeno aumenta rapidamente. La narcosi da azoto può compromettere la capacità di giudizio. I requisiti di decompressione diventano critici. E all’interno delle grotte, i subacquei non possono semplicemente nuotare verso l’alto per mettersi in salvo.

Una volta iniziata la confusione, le possibilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente.

Gli esperti affermano che se la visibilità fosse scomparsa all’interno del sistema di tunnel, i subacquei avrebbero potuto separarsi inconsapevolmente gli uni dagli altri in pochi secondi.

Nell’oscurità totale, anche i subacquei più esperti a volte perdono il senso dell’orientamento.

Alcuni investigatori ritengono che questo esatto scenario possa essersi verificato sotto le acque delle Maldive.

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