🚨 CONFERMATO: Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, ha chiesto pubblicamente una revisione dei risultati dopo la vittoria di Kimi Antonelli nel GP del Canada. «Molti altri piloti lo hanno accusato di aver barato per poter vincere quattro volte di fila, quindi sono costretto a ricontrollare tutto», ha dichiarato.

Il mondo della Formula 1 è nuovamente scosso da una violenta tempesta di polemiche. Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, ha ufficialmente chiesto la revisione immediata del risultato del Gran Premio del Canada 2026, vinto da Kimi Antonelli. La decisione arriva dopo una raffica di accuse di presunta irregolarità da parte di diversi piloti, che hanno messo in discussione la legittimità delle quattro vittorie consecutive del giovane pilota italiano.

In una dichiarazione rilasciata nella tarda serata di domenica, Ben Sulayem ha usato parole estremamente dirette:

«Molti piloti hanno accusato Kimi Antonelli di aver barato per poter vincere quattro volte di fila. Di fronte a queste gravi segnalazioni, sono costretto a ricontrollare tutto. La FIA non può e non vuole ignorare queste accuse».

Le parole del presidente della FIA hanno fatto esplodere il paddock. Da giorni circolavano voci su presunti aiuti illegali al giovane ferrarista, ma nessuno si aspettava una reazione così forte e pubblica da parte dell’organo di governo.

Lewis Hamilton, arrivato secondo sul Circuit Gilles Villeneuve, è stato tra i più duri. Secondo fonti interne, il sette volte campione del mondo avrebbe dichiarato privatamente: «Un ragazzino che bara». Anche altri piloti, tra cui Fernando Alonso e Max Verstappen, hanno espresso dubbi sulla straordinaria prestazione di Antonelli, sottolineando come un ragazzo di soli 19 anni riesca a dominare in maniera così schiacciante.

«C’è qualcosa che non quadra», ha detto anonimamente un pilota di un top team. «È troppo giovane, troppo veloce, e sembra sempre avere un vantaggio che gli altri non hanno. Se è tutto regolare, perché così tante voci?»

Molti hanno sottolineato che Kimi viene “favorito” proprio perché è italiano e guida per la Ferrari, la scuderia più iconica del motorsport. Le accuse di favoritismo nazionale e tecnologico hanno infiammato il dibattito.

Meno di un’ora dopo le dichiarazioni di Ben Sulayem, Kimi Antonelli ha rotto il silenzio con una risposta che ha fatto tremare il paddock. In una conferenza stampa improvvisata, il giovane pilota italiano ha guardato dritto nelle telecamere e ha risposto con tono fermo e tagliente:

«Mi hanno chiamato baro. Hanno detto che vinco solo perché sono italiano. Hanno messo in dubbio il mio talento e il lavoro di tutta la Ferrari. A loro dico solo una cosa: se pensate che stia barando, dimostratelo in pista. Io non ho paura di nessuno. Continuerò a correre e a vincere, che vi piaccia o no.»

La risposta di Kimi, breve ma carica di aggressività, è stata definita dai media italiani come “piena di polvere da sparo”. I giornali spagnoli e britannici l’hanno invece descritta come “arrogante” e “provocatoria”. In pochi minuti, il video della sua dichiarazione è diventato virale, dividendo nettamente l’opinione pubblica.

La Scuderia Ferrari ha subito rilasciato un comunicato di sostegno totale al suo pilota:

«Kimi Antonelli ha dimostrato sul campo di essere un pilota eccezionale. Crediamo fermamente nella sua integrità e in quella di tutta la nostra squadra. Qualsiasi accusa di irregolarità è infondata e sarà contestata con forza.»

Fred Vasseur, team principal della Ferrari, è stato ancora più diretto: «Basta con queste accuse ridicole. Se la FIA vuole controllare, che controlli pure. Non troveranno nulla, perché non c’è nulla da trovare.»

A soli 19 anni, Kimi Antonelli sta vivendo una stagione da sogno: quattro vittorie consecutive, pole position e giri veloci a ripetizione. Molti esperti lo considerano già il principale candidato al titolo mondiale 2026. Tuttavia, proprio questa rapidità di successi ha scatenato invidie e sospetti tra i rivali.

Il caso ha riaperto il dibattito sul delicato equilibrio tra talento puro e accuse di irregolarità tecnologiche, un tema ricorrente nella storia recente della Formula 1.

Mentre la FIA ha annunciato che i controlli tecnici straordinari sul monoplace di Antonelli inizieranno già nelle prossime ore, il paddock rimane diviso. Da una parte chi difende il giovane italiano come un fenomeno generazionale, dall’altra chi continua a nutrire dubbi sulle sue prestazioni.

Intanto, i tifosi italiani hanno già organizzato una grande mobilitazione social con l’hashtag #ForzaKimi, mentre sui social spagnoli e britannici dominano commenti critici e accuse pesanti.

Qualunque sia l’esito dell’indagine della FIA, una cosa è certa: il Gran Premio del Canada 2026 non verrà ricordato solo per la vittoria di Kimi Antonelli, ma anche per la più grande bufera di polemiche degli ultimi anni.

La Formula 1, ancora una volta, mostra il suo volto più controverso: talento straordinario, rivalità feroci e sospetti che non sembrano mai scomparire del tutto.

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